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Concetto PozzatiConcetto Pozzati
Concetto Pozzati al Mar di Ravenna
Fino al 19 settembre la mostra Tempo sospeso
3 settembre 2010
Cari ascoltatori c’è tempo ancora fino al 19 settembre per visitare la personale dedicata a Concetto Pozzati, uno dei massimi protagonisti dell’arte italiana degli ultimi cinquant’anni e allestita al Museo d’Arte della città di Ravenna.
L’esposizione, dal titolo Tempo sospeso propone il ciclo di opere più recenti dell’artista “pop” italiano, dedicate allo scorrere del tempo, o meglio, all’appropriazione del tempo per capire il passato: “non voglio essere sincronizzato – spiega Concetto Pozzati - non voglio essere schiavo delle lancette (le dipingo per obliterarle). Esiste una dittatura dell’orologio che caratterizza la mia esistenza. L’esistenza del tempo è la sua problematica come diceva Heiddegger, è una componente costitutiva dell’esistenza”.
Concetto Pozzati, veneto di nascita, ma bolognese d’adozione ha iniziato il suo percorso artistico nel 1955, neo diplomato all’Istituto d’Arte di Bologna, a Parigi nell’atelier di Sepo (lo zio Severo Pozzati). Dal ’56 alla fine degli anni ’60 insegna grafica pubblicitaria e al ritorno sotto le due torri fonda una Scuola d’Arte pubblicitaria dedicata al padre Mario Pozzati.
Dalla fine degli anni ’60 inizia il suo lungo percorso di insegnante, non ancora concluso, all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove sarà anche direttore fino al ’73. Insegna anche alle Accademie di Firenze e Venezia, quest’ultima cattedra poi ceduta all’amico Vedova per diventare ordinario di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ accademico di San Luca.
Pur non essendo un politico, dal 1993 al ’96 ha ricoperto l’incarico di Assessore alla Cultura del Comune di Bologna attuando la trasformazione della Galleria d’Arte Moderna e della Cineteca in Istituzioni. Nel 2005 gli viene conferito il Sigillum Magnum dell’Alma Mater Studiorum dell’Università di Bologna.
Scrive su numerose riviste specializzate interessandosi ai problemi della critica e teoria dell’arte viste dalla parte del pittore. Ha tenuto personali nelle principali città italiane e all’estero come la Biennale di Tokio e di San Paolo del Brasile, Dokumenta di Kassel, alla Biennale di Parigi, a Palazzo Grassi di Venezia, Palazzo delle Esposizioni di Roma, alle Quadriennali di Roma e a cinque Biennali di Venezia.
La mostra ravennate è curata da Claudio Spadoni resterà allestita al Museo d’Arte della città di Ravenna a ingresso libero fino al 19 settembre
Info: www.museocitta.ra.it
Orari: martedì, giovedì e venerdì: 9.00-13.30 / 15.00-18.00 mercoledì e sabato: 9.00-13.30
domenica 15.00-18.00
lunedì: chiuso
Ingresso: libero
| Note | A cura di Marina Leonardi |
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