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Futurismi e futuristi

A Ravenna e a Modena si indaga il movimento artistico che ha visto tanti protagonisti emiliano romagnoli

16 febbraio 2010

Cari ascoltatori, eccoci di nuovo a parlare di Futurismo un movimento che, spiegavamo qualche mese fa introducendo la mostra che si è conclusa a dicembre alla Fondazione Magnani Rocca ha forti radici nella nostra regione.

Pochi sanno infatti, che è stata l’Emilia Romagna a tenere a battesimo il movimento che in breve attraversò tutte le arti: era il 5 febbraio 1909 infatti quando la "Gazzetta dell'Emilia" pubblicò, in anteprima mondiale, il testo del Manifesto di fondazione del Futurismo, consacrato poi con la pubblicazione parigina, pochi giorni dopo.

Ma già prima, nel dicembre del 1906, lo stesso Marinetti sul palco del Teatro Regio di Parma propose, in francese, quell'Ode à l'automobile in cui avanza il tema della mitizzazione del mezzo meccanico e dell'ebbrezza siderale della velocità: un prodromo della successiva nascita del movimento futurista.

Ma anche altre province emiliano romagnole hanno contribuito al movimento artistico e qui infatti volevamo parlarvi di due mostre in corso attualmente a Modena e a Ravenna.

Partiamo da Futurismi a Ravenna, allestita fino al 18 aprile alla Sala Manica Lunga  della  Biblioteca Classense ( via Baccarini, 3). In occasione delle celebrazioni del Futurismo legato al centenario della nascita del movimento, la Biblioteca Classense espone un cospicuo numero di libri, manifesti e documenti legati al futurismo di marca più propriamente ravennate.
Noto è il ruolo che, accanto a Francesco Balilla Pratella, i fratelli ravennati Arnaldo Ginanni e Bruno Corradini, poi noti come Ginna e Corra, ebbero nello sviluppo del movimento a partire dai suoi esordi. In questa esposizione libraria verrà dato conto di un loro futurismo letterario, e di quelle manifestazioni artistiche che maggiormente si svilupparono attorno al libro.
I futurismi ravennati, poiché varie furono le ondate e i raggruppamenti di intellettuali che vi parteciparono, saranno proposti attraverso i libri prodotti, le copertine, le illustrazioni, le caricature così care al gusto del movimento, i manifesti negli esemplari posseduti dalla Biblioteca Classense, e da importanti collezioni private.
Saranno esposti anche alcuni dei più importanti capolavori librari del movimento futurista, come il Libro imbullonato di Depero.

Ci spostiamo a Modena per l’altra mostra dal titolo I futuristi a Modena, allestita presso la Sala del Paradisino di Corso Cavour 52, fino al 28 febbraio.

Nel 1894 Modena aveva dato i natali a quello che sarà uno dei protagonisti del Futurismo, Enrico Prampolini "artista totale", proiettato in un percorso che lo vedrà rappresentare l'Italia nell'avanguardia europea. Nel 1897, a Finale Emilia, nasceva Piero Gigli, intrepido scrittore futurista, che però avrebbe consumato il suo migliore impeto sperimentale nei centri maggiori. Gravata da quel conservatorismo proprio delle società agricole e vincolata dal profilo artistico di una prestigiosa tradizione accademica, Modena assisterà, stupefatta e divertita forse più che scandalizzata, alla seconda tornata del Futurismo, quando, verso il 1930, una piccola cerchia di artisti ed intellettuali finalmente daranno una scossa all'apparato culturale cittadino.

Capeggiati dal pittore Mario Molinari, i futuristi modenesi recepiscono del movimento non tanto l'originaria spinta rivoluzionaria, quanto una volontà critica e provocatoria nei confronti dell'incombente passatismo. Della stagione futurista modenese rimane un cospicuo nucleo di opere pittoriche, componimenti letterari e una ricca attività grafica per la progettazione di allestimenti, l'editoria e la pubblicità. In mostra quattro opere inedite di Mario Molinari "Aeroveduta di Modena con aeroplano", "Lirismo cosmico", "Composizione con sole" e "Ritratto di Leone Gallo" si sommano alla selezione di opere di Balla, Severini, Romani, Anton Giulio Bargaglia e di autori vicini alla città, come Uberto Bonetti, che fissò Modena tra le sue aerovedute, e il precoce futurista toscano Maio Nannini, i cui dipinti giunsero in una collezione cittadina per via familiare. In mostra anche alcuni preziosi fogli di Enrico Prampolini.

La mostra resterà aperta al pubblico con ingresso gratuito fino al prossimo 28 febbraio dal martedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00, il sabato e la domenica dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00.

 http://www.comune.modena.it/galleria/notizie/i-futuristi-a-modena

Futurismi a Ravenna

Periodo di svolgimento: dal 20/12/2009 al 18/04/2010
Orario: 10.00-13.00, 15.00-18.00 dal martedì al sabato, 15.00-18.00 domenica
Giorni di chiusura: lunedì

Ingresso: gratuito

http://www.classense.ra.it/main/index.php?id_pag=332

 

 

NoteA cura di Marina Leonardi
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