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Matej Krén

Scanner. Fino al 25 luglio al Mambo

8 giugno 2010

Fino al 25 luglio, al Mambo di Bologna, avrete la possibilità di entrare in Scanner, di esperire la strana atmosfera che lo abita, di attraversare il limite tra realtà e illusione, di cadere nella vibrazione di immagini e riflessi in bilico tra mondi percettivi. 

Scanner è l’istallazione creata appositamente per il Mambo da Matej Krén, uno dei maggiori artisti slovacchi che per la prima volta espone in Italia.

Scanner è una torre alta 11 metri  costruita da Krèn e dalla sua squadra in 10 giorni utilizzando 90.000 volumi.

L’opera, molto complessa, è la più grande mai realizzata dall’artista, che a partire dagli anni Novanta ha proposto questo tipo di intervento in vari Paesi e ambienti, tutti però abitati da quello che lui riconosce come un particolare genius loci, indispensabile alla riuscita del progetto.

La forma finale dell’istallazione è un’imponente costruzione che modifica sostanzialmente lo spazio del museo e che consente ai visitatori di entrare al suo interno, uno alla volta.

Dentro questa grande Torre di Babele, in uno spazio angusto, moltiplicato e amplificato dall’uso di specchi è possibile sperimentare una sorta di alterazione percettiva, una vertigine causata dalla perdita improvvisa di punti di riferimento.

Questa esperienza individuale è ciò che interessa all’artista slovacco, ciò che, a suo dire, completa e crea il significato della sua imponente visione architettonica dei processi di traformazione del mondo.

Visione che prevede, non a caso, il libro come materia prima.

Il libro è per Krén l’oggetto degli oggetti, l’incarnazione del nostro bisogno di comunicazione reciproca, nel tempo e nello spazio.

Il nostro legame con il libro  è  molto forte  e complesso, tanto che la sua sola presenza può scatenare profonde reazioni emotive e Krén lo legge in questo contesto, sia come strumento di comprensione e trasformazione del reale e di comunicazione tra mondi, sia come vero e proprio mattone.

Il libro, con gli altri mezzi espressivi utilizzati per quest’opera, cioè l’illusione spaziale, la citazione, il cinetismo, gli specchi, compone in Scanner una metafora del processo di scansione, cioè di passaggio, tra dati gestaltici del mondo reale e quelli della sua rappresentazione artificiale.

Scanner raappresenta il momento in cui tutto cambia di stato, è una metafora della prigionia che ci diamo attraverso le nostre concezioni fisse della realtà, sedimentate e stratificate nelle nostre percezioni fisiche e  nel nostro sapere.

Per questa mostra bolognese, ricordiamo fino al 25 luglio al Mambo, Krén ha creato, con un ennesimo gioco di specchi,  un suo doppio, Egon Alter, autore dell’intervista pubblicata nell’instant book che accompagna l’esposizione.

Con i fogli che si sono staccati dai libri durante la costruzione della torre, Krèn ha realizzato un’ulteriore opera che potrete vedere al Museo Medievale di Bologna, sempre fino al 25 luglio.

Matej Krén

Scanner

a cura di Ivan Jancár

Bologna, MAMbo

25 marzo - 25 luglio 2010

Orari
dal martedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00
giovedì dalle 10.00 alle 22.00 
sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00

chiuso il lunedì

Ingresso Mostre temporanee
intero € 6.00
ridotto € 4.00

Avete ascoltato in sottofondo, Michael Nyman, The Other side, colonna sonora del film “Gattaca”.

NoteA cura di Piera Raimondi
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