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Renato Marino Mazzacurati

Reggio Emilia dedica una mostra all’artista emiliano che fu tra i protagonisti della Scuola Romana

2 aprile 2010

Cari ascoltatori andiamo a Reggio Emilia, ai Chiostri di San Domenico dove, fino al 16 aprile è allestita la mostra La felicità della compiutezza espressiva, che presenta oltre cento opere tra dipinti, sculture, lavori grafici e di arte applicata, alcune delle quali inedite, realizzate da Renato Marino Mazzacurati, bolognese classe 1907 a 40 anni dalla scomparsa avvenuta a Parma nel 1969.

Accanto alle opere di Mazzacurati, l’esposizione raccoglie i lavori di altri artisti che con lui hanno condiviso numerosi stagioni artistiche, come Scipione, Mafai, Guttuso e Cavalli. Dipinti, sculture, opere grafiche che provengono dalla Galleria Nazionale di Roma, dalla Galleria Comunale di Roma, dall’Accademia di San Luca, dai Musei Civici di Reggio Emilia, dagli eredi e da collezionisti privati. Il materiale documentario e archivistico è in alcuni casi inedito.

Il nome di Marino Mazzacurati è strettamente legato alla città di Reggio Emilia. I Musei Civici della città del tricolore dispongono infatti del prestigioso Fondo Mazzacurati, composto da 120 opere dell’artista (dipinti, sculture, ceramiche, disegni e altre testimonianze grafiche) provenienti in modo quasi esclusivo dalla importante donazione nel 1974 di Carla Marzi, che aveva voluto legare indissolubilmente il nome di Mazzacurati, alla città di Reggio Emilia, con la quale aveva intessuto profondi legami pur nelle sue continue tensioni verso un confronto e un dibattito nazionale e verso una ampia rete di confronti culturali.

Mazzacurati infatti si trasferisce a Gualtieri (RE) nel 1928, al seguito della sua famiglia, nell’inverno tra il 1928 e il 1929 e qui conosce Ligabue che ospita anche nella sua abitazione, a Villa Malaspina. Qui si trattiene – pur tra numerosi viaggi e soggiorni in altre città – fino al 1938, anno del definitivo trasferimento a Roma, ma a Guastalla torna spesso durante i mesi estivi.

Tra il 1953 e il 1956 Mazzacurati si va sempre più convincendo della necessità di dare alla scultura una destinazione pubblica. Inizia così a progettare monumenti in particolare sulla Resistenza adottando un linguaggio di tipo figurativo, comprensibile a tutti.

La sua opera, che si colloca con pieno diritto nel più ampio dibattito che ha attraversato l’Italia dagli anni Trenta del Novecento al Dopoguerra fino agli avanzati anni Sessanta, costituisce in un certo senso espressione di quella cultura della “bassa padana" che nel Novecento ha saputo offrire un eccezionale contributo di novità, con personalità come quelle di Antonio Ligabue e di Cesare Zavattini.

La felicità della compiutezza espressiva
Chiostri di San Domenico, via Dante Alighieri, 11 Reggio Emilia
Fino al 18 aprile, martedì-venerdì 16.00-19.00
sabato, domenica e festivi 10.00 -13.00 e 16.00-19.00
chiuso lunedì

NoteA cura di Marina Leonardi
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