Economia e turismo
Le punte di alcune matite colorateLe punte di alcune matite colorate
Cara scuola: quanto ci costi!
Benvenuti ad un’altra puntata del Consumatore al Centro, il nostro appuntamento in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna e con il portale http://www.ermesconsumer.it/, sul quale ogni giorno potrete partecipare a blog e sondaggi, e approfondire i temi d’attualità attraverso news, inchieste, vademecum, pareri delle Associazioni.
È tornato settembre. Le scorribande estive si archiviano in un album fotografico. È ora di tornare a scuola. E se i ragazzi non fanno proprio i salti di gioia per questo, anche le famiglie, ogni anno, arrivati a questo momento devono fare i conti con la loro dose di grattacapi. Ma quanto ci costa mandare a scuola i nostri figli? Libri sempre più cari e sempre più pesanti e a rendere il tutto sempre più difficile c’è anche la moda: l’ultimo zaino di grido, l’astuccio, il diario a la page…insomma: un investimento. Come ogni anno le associazioni dei consumatori sono al fianco dei genitori per accompagnarli in questa difficile impresa di attrezzare i propri figli al meglio senza però cedere alle lusinghe di un mercato che un po’, ci marcia sopra.
Ma quali sono le voci di spesa che incidono maggiormente sui budget familiari e dove riscontriamo gli aumenti maggiori? Ne parliamo con Mauro Zanini, vicepresidente nazionale federconsumatori e responsabile osservatorio e tariffe.
Segue risposta di Zanini
L’educazione è un valore imprescindibile, sia per lo studente, sia per la famiglia che investe su di lui. Abbiamo qui in studio Domenico Pecorelli, presidente provinciale Lega Consumatori. Presidente, che conseguenze può avere questo aumento dei prezzi da un punto di vista sociale?
Segue risposta di Pecorelli
Le istituzioni, ma non solo, propongono varie iniziative a favore del diritto allo studio e per affrontare il problema caro-scuola. Cerchiamo di capire con Giada Gasparini, Presidente Noi Consumatori Bologna, quali iniziative sono veramente convenienti.
Segue risposta di Gasparini
Il ministero ha varato una legge che parla di “tetti ministeriali” proprio per cercare di combattere alla radice gli aumenti unilaterali delle varie case editrici per quanto riguarda le edizioni dei libri scolastici. Cerchiamo di capire con l’avv. Barbieri di Codacons, cosa sono questi tetti e come si può garantire che gli istituti scolastici li rispettino.
Segue risposta Barbieri
I nostri ragazzi devono essere messi nelle migliori condizioni per poter studiare e diventare così un futuro per la nostra società. Ma questo diritto/dovere non deve essere terreno fertile per speculazioni sia da parte delle case editrici, sia da parte del mondo della, diciamo così “moda scolastica” che sembra non volerti mai far cominciare un anno scolastico senza l’ultimo zaino di grido. Cari ascoltatori, oltre all’ovvio consiglio di non cedere alla tentazione dei propri figli di essere più griffati del proprio compagno di banco, le associazioni dei consumatori, di concerto con le istituzioni parlano chiaro: puntare sul mercato dell’usato, acquisti via internet o grandi supermercati. Per i figli più studiosi poi, sappiate che le istituzioni, a seconda dei luoghi, mettono a disposizione borse di studio e aiuti concreti come, ad esempio i libri gratis. Ma anche le scuole devono fare la loro parte, imponendo al proprio corpo docenti che ogni anno adotta i libri di testo, di valutare con attenzione le reali opportunità di cambiare o rinnovare testi che, magari, di nuovo hanno solo la copertina o qualche foto.
Per maggiori informazioni comunque, potete collegarvi al portale http://www.ermesconsumer.it/, e scrivere i vostri dubbi e le vostre opinioni sul blog.
| Note | A cura di redazione Ermes Consumer |
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