lo sguardo altrove, storie di emigrazione
Carmen LeonelliCarmen Leonelli
52 anni di Svizzera e 29 di associazionismo
Carmen Leonelli è la decana degli emiliano-romagnoli di Ginevra
23 marzo 2010
Nel 2010 Carmen Leonelli “compie” i 52 anni di Svizzera, come dice lei. È arrivata, infatti, a Ginevra nel 1958 che non era ancora sposata, ma fidanzata con Orfeo, che sarebbe poi divenuto suo marito, con nozze celebrate a Carouge con rito civile e in Italia con rito religioso.
La storia di Carmen a Ginevra, nella sua normalità, è in qualche modo straordinaria, nel senso che è quasi fuori dal comune il quotidiano attaccamento ai valori e ai sentimenti della terra d’origine, pur nella piena integrazione nella società d’accoglienza. A testimonianza di ciò, è il conferimento a Carmen Leonelli, nel 1995, delle insegne di Cavaliere al merito della Repubblica da parte del console generale d’Italia a Ginevra, quando presidente della Repubblica era Oscar Luigi Scalfaro e capo del governo Lamberto Dini.
Qualcuno a Ginevra, infatti – gli amici di Carmen, tanti – aveva notato che il monumento ai caduti simbolo d’Italia nel cimitero di Saint-Georges, con il terreno circostante, era sempre curato, ornato con piante sempreverdi alternate a quelle di stagione. In modo discreto, Carmen e suo marito si erano assunti l’impegno di dedicare un po’ del loro tempo a un’idea d’Italia – rappresentata da quei caduti silenziosi nel ventre della terra – che significa dedizione, responsabilità, laboriosità, comunità: tutti valori incarnati in modo esemplare dalla modenese (nata a Pavullo) Carmen e dal marito Orfeo, nativo di Zocca, sempre sull’Appennino modenese.
Aveva 26 anni, Carmen, quando arrivò a Ginevra spinta dalla curiosità di vedere il mondo oltre le Alpi, il mondo della nascente Europa. Orfeo aveva un diploma di giardiniere-paesaggista riconosciuto anche in Svizzera, che gli permise – con l’aiuto del suo braccio destro, la sua Euridice – di avviare un’impresa di giardinaggio, di manutenzione di parchi e giardini, di piantumazione alberi e cura dei marciapiedi, che quest’anno “compie” 41 anni ed è stata rilevata dal figlio Stefano, mentre Donatella, la primogenita, ha scelto di lavorare in un’agenzia di viaggio.
Nel 2011 festeggerà invece il trentesimo anniversario l’Associazione Emiliano-Romagnoli di Ginevra, fondata da Carmen e di cui lei è ancora presidente. A 74 anni, la nostra “cavaliera” è sempre in prima fila, organizza eventi, partecipa alle manifestazioni della Consulta, accoglie le delegazioni che arrivano a Ginevra. L’unica cosa di cui si lamenta è il ricambio generazionale, che stenta a prendere corpo. Ma intanto c’è lei, punto fermo dell’emigrazione emiliano-romagnola e italiana nella città del jet d’eau, quartiere generale delle Nazioni Unite.
| Note | A cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri |
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