lo sguardo altrove, storie di emigrazione

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N°39-LO SGUARDO ALTROVE, STORIE D'EMIGRAZIONE

La storia di Irma Magnani Zaretti. Tratta dal libro Roots of Italy Blossom in America - Radici italian Fiorite in America.

Sono Irma Magnani Zaretti, e sono nata il diciassette luglio 1920 a pontremoli. Più tardi ci siamo trasloca~ ti a Casalbarbato di Fontanellato, Parma. lo e Ercole, mio marito, ci sposammo il diciassette luglio 1937. Per noi il numero diciassette è sempre stato "porta fortuna": la data del nostro matrimonio, quella del mio compleanno e l'anno di nascita di mio marito. Nella seconda guerra mondiale, Ercole fu militare per nove anni e sette mesi. E' un superstite della battaglia di Cefalonia, Grecia. Fortunatamente ritornò a casa, per rivedere me e suo figlio di cinque anni, che non aveva ancora visto.
Dopo i grandi disagi, i duri sacrifici e la miseria del dopoguerra, nel 1954 io decisi di emigrare negli Stati Uniti. Speravo di migliorare le condizioni di famiglia ma Più ancora poter dare un futuro migliore ai miei figli. Partii da Genova con la nave Cristoforo Colombo, che faceva il suo primo viaggio transatlantico.
Questo fu un periodo molto difficile per me, essendo sola, in un paese straniero e senza sapere la lingua. Se ci fosse stato almeno a darmi una mano mio marito! Cosa faranno i miei figli?
Come staranno? Questi pensieri erano nella mia testa giornalmente. Facevo due lavori, di sera andavo a pulire gli uffici a Manhattan e di giorno lavavo bicchieri nell'Hotel Pierre. Solo il mio coraggio e la forza di volontà di sopravvivere mi aiutarono a resistere. Finalmente, riuscii a preparare un Piccolo appartamento per l'arrivo della mia tanto desiderata famiglia.
Mia figlia Graziella aveva cinque anni quando la lasciai e partii per l'America e non aveva mai potuto avere una bambola. Al suo arrivo Graziella ebbe la sorpresa di una bambola con carrozzina nuove che avevo acquistato d'occasione per lei. Quanta felicità! Mio figlio ]ohn di 15 anni rimase emozionato dal nuovo televisore ma ancora più impressionato dal frigorifero pieno di ogni ben di Dio. Eravamo finalmente riuniti e potevamo riprendere a conoscerci e a ricominciare una nuova vita. Posso solo dire: "Dio benedica l'America!"
I nostri figli ora sono sposati e sistemati molto bene. Siamo nonni di quattro cari nipoti e bisnonni di due pronipoti e siamo felicemente sposati da sessantadue anni. I nostri sogni si sono avverati, Grazie, o Signore!