lo sguardo altrove, storie di emigrazione

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N°6-LO SGUARDO ALTROVE - STORIE DI EMIGRAZIONE

Il grande cuore degli emiliano romagnoli d’Etiopia!

Hanno perso l’accento emiliano le suore della Divina Provvidenza per l’infanzia abbandonata di Piacenza che, da oltre trent’anni, gestiscono un gruzzolo di missioni nelle zone rurali dell’Etiopia, zone tanto rurali e abbandonate che l’energia elettrica è arrivata solo qualche mese fa, l’acqua c’è grazie ad alcuni pozzi scavati da volontari emiliani con il contributo di vari enti locali e della Regione e il telefono è ancora un sogno. Per comunicare da una missione all’altra le suore debbono usare dei vecchi fuoristrada e guidare su carreggiate deformate dalla violenza delle piogge per centinaia di chilometri.

In trent’anni di duro lavoro così lontane dalla loro terra le suore della Divina Provvidenza hanno salvato dalla morte per fame, per stenti e malattia migliaia di bambini. Nelle loro missioni hanno realizzato scuole, hanno creato dei laboratori di sartoria e maglieria per dare una formazione e avviare al lavoro tante ragazze.

Suor Elisa, Suor Alessandra, Suor Luigia e le altre sorelle che hanno visto incanutire i capelli lontane dalla loro terra, non sono più sole nella dura lotta con la quotidianeità nel secondo paese al mondo per mortalità infantile e dove l’aspettativa di vita non raggiunge i 40 anni. Da diversi anni le piccole missioni sono sostenute da due associazioni, una di Parma e una di Modena, Parma per gli altri e Modena per gli altri. Pozzi per l’acqua, ambulatori medici, scuole, biblioteche, libri, sostegno a distanza per i bambini e le famiglie più povere, tutto ciò fa parte della grande solidarietà di cui la nostra terra è capace. A Shellelà dove c’è una delle più vecchie missioni delle suore piacentine che oggi è guidata da una etiope Suor Hillina c’è una piccola clinica, realizzata grazie a un progetto di “Parma per gli altri” col contributo degli enti locali e della Regione Emilia Romagna, una clinica piccola ma che funziona a pieno ritmo, diretta dalla stessa Suor Hillina che durante il noviziato a Piacenza si è diplomata infermiera. La clinica è dotata di diverse attrezzature, un microscopio e dei vetrini per diagnosticare la malaria e altre patologie, un ecografo, tutti materiali che arrivano dalle associazioni di Parma e di Modena. Sempre a Shellellà le due associazioni hanno costruito scuole e una biblioteca, con libri e materiale scolastico per i ragazzi.

A Mendida invece, nel Nord del paese Modena per gli altri con l’aiuto della Provincia di Modena ha realizzato una struttura che possa accogliere le donne al momento del parto, ha formato delle ostetriche locali per sanare un’altra grave piaga del paese africano l’alta incindenza della morte per parto, sia delle mamme che dei bambini.

Nei piccoli ambulatori delle varie missioni si alternano ginecologi e pediatri che vengono dalle due province emiliane e che riforniscono le suore di medicinali, attrezzature e informazioni mediche.

Sempre nelle due missioni è stata impiantata, grazie alle competenze di un apicultore modenese, Celso Braglia e il sostegno di Modena per gli altri, una piccola attività di apicoltura che sta già dando i primi buoni frutti.

L’Etiopia è piena di persone meravigliose che hanno un unico comune denominatore: l’Emilia Romagna. Nella missione di Taza, nel sud dell’Etiopia, da decenni  lavora una suora laica dell’Istituto missionario bolognese delle Ancelle dei Poveri. Maria Rosa  Bolzoni si è dedicata anima e corpo all’aiuto della povera gente con una determinazione e una volontà che negli anni hanno fatto della missione di Taza un centro per migliaia di malati e derelitti. Recentemente anche l’associazione americana Save the Children le ha dato una mano e anche l’Unicef a dimostrazione che la fama della sua opera ha superato i confini locali. Maria Rosa, con la proverbiale ospitalità emiliana, accoglie i volontari cucinando dei maccheroni al ragù degni di una perfetta “rezdora” nostrana. Ma non è finita. Ancora più a Sud, nell’ospedale di Dubbo, realizzato da un vescovo marchigiano, monsignor Marinozzi fino a pochi mesi fa lavorava un medico bolognese, il dottor Stefano Cenerini in Africa ormai da diversi anni, nello Zimbabwe prima e in Etiopia ora. Peccato che Dubbo sia lontano da Mendida o da Addis Abeba, altrimenti il dottor Cenerini avrebbe potuto assaggiare le ricette emiliane di suor Alessandra e di suor Elisa: tortelli di ricotta, pasta al forno, ciambella e un ottimo Nocino!

Ma anche nella capitale, ad Addis Abeba dove, il ristorante più in il Blue Top è gestito da una famiglia di Vignola che non manca di servire ai suoi ospiti il gnocco fritto, esiste una vera roccaforte emiliano romagnola, che fa capo alla locale scuola italiana: si tratta di una decina di insegnanti, di Modena, Rimini, Parma, Ravenna, Bologna, tutti molto attivi e disponibili. Tra questi, Elisabetta Gabbarini che, innamorata dell’Etiopia dove vive da nove anni, si è fatta promotrice di un turismo consapevole con la sua agenzia Lake Tana Tours. Il turisimo è infatti un settore dell’economia etiope che meriterebbe di essere valorizzato. L’Etiopia è sì un paese poverissimo ma ha aspetti storici, artistici, naturalistici davvero unici. Uno per tutti le chiese ipogee di Lalibela, l’ottava meraviglia del mondo!! Per la cronaca, i lavori per la copertura di queste bellissime chiese del 1200 dC sono stati realizzati da un team guidato da un architetto, guarda caso, di Ravenna!