lo sguardo altrove, storie di emigrazione
N°86-LO SGUARDO ALTROVE STORIE D'EMIGRAZIONE
"Ringraziamo Dio". La storia di Luciana Suica, giovane rumena di origine emiliano romagnola.
Gli immigrati hanno in genere una storia triste, un po’ negativa almeno all’ inizio, perche la magioranza sono partiti dal loro paese perche la loro vita non andava bene e non avevano le possibilita di vivere decentemente dove si trovavano o ancora non avevano lavoro. Lo vediamo adesso anche nelle storie degli straneri di Italia, che sono venuti qui per cercare una vita migliore, per scappare da un sistema totalitario, patriarcale, o semplicemente per fuggire dalla poverta’.
E anche il caso di tanti rumeni che vengono qui a lavorare, a guadanare un po piu’ di soldi. Tutti in genere hanno un desiderio comune:la speranza di tornare.
Per me e’ strano vedere adesso i miei amici e i miei parenti in questa situazione, perche’ la mia famiglia ha gia’ visuto questa esperienza e sappiamo che non e’ una cosa semplice. Solo che nel nostro caso la storia e’ andata al contrario ed e’ stata piu’ complicata.
Fra le due guerre mondiali, la
L’Italia al contrario aveva perso la guerra, era distrutta e senza grandi prospettive. La gente non trovava lavoro e non riusciva nemmeno a guadagnarsi da vivere. Per le famiglie che vivevano in citta’era ancora piu’ dura, mentre chi abitava in campagna poteva sempresperare nei doni della terra. La famiglia di mia nonna, che si chiamava Marcomini, abitava a
L’ inizio non fu facile: cambiare casa, cambiare clima, un’altra lingua, gente con dei modi di vivere e di pensare diversi. Gli immigrati erano una cosa inusuale per gli abitanti della Romania. Guadagnare il rispetto della popolazione locale non era facile. Il lavoro pero’c’era e questo assicurava loro una vita decente. Poco a poco cominciarono a integrarsi nella nuova societa’ e ogni giorno era un po’ meglio. Per nonna Emma e sua sorella Angela, allora molto piccole, fu anche piu facile integrarsi. Trovarono subito dei compagni per giocare e cosi impararono la lingua e tante altre cose sui rumeni.
Pero’ la felicita’ non duro’ a lungo, perche’ la guerra, la piu orribile cosa
Sfortunatamente, la fine della guerra fu soltanto l’inizio di una “malattia” che colpi’ tutta la gente e gli stranieri in particolare: il comunismo. La
Qualche anno dopo la guerra, le ragazze andarono nella scuola delle religiose di Notre Dame, in cui potevano studiare sentendosi protette e non guardate male per le loro origini italiane. Era una scuola soltanto per ragazze cattoliche, con un internato dove loro erano sempre al riparo. In quell’ambiente austero ma abbastanza tranquillo mia nonna riusci’ a terminare il liceo. L’anno successivo la scuola venne distrutta per essere “troppo religiosa e contro i valori comunisti”.
Emma cerco di continuare la sua educatione. Entro’ nell’Universita di Belle Arti di Iasi, nella sezione di canto. Lei era una ragazza piena di talento, dipingeva, sapeva cucire ivestiti di scena e cantava benissimo e suonava anche il piano. Era apprezzata dai professori, pero’viveva sempre sotto la vigilanza della “securita comunista”. Tutti gli studenti, gli intellettuali, gli stranieri e la gente che non aveva origini nella “classe lavoratrice” erano seguiti e controllati, e, in modo indiretto, costretti a limitare la loro creativita’ artistica a causa della censura. Non ci si poteva fidare di nessuno, perche’ anche tra gli amici o le famiglie c’erano degli informatori.
Emma desiderava molto diventare una veraartista, pero’ i segnali di allarme
Adesso non canta frequentemente e quando lo fa, lo fa con
Mia nonna i vestiti li fa ancora, in modo artistico ovviamente! Tanto che per venti anni lei e sua sorella hanno fatto i piu bei vestiti di matrimonio della citta’. Mi piacerebbe che facesse anche il mio un giorno!
L’Italia per lei e una frontiera strana, l’inizio di una vita tormentata e nello stesso tempo un obiettivo, perche il suo cuore non puo’ dimenticare di aver cominciato a batere proprio la’. Due anni fa abbiamo avuto l’occasione di partecipare ad una escursione organizzata dal Consulta degli emiliano-romagnanoli nel mondo :“Ritorno alle origini”, cosi’ si chiamava. Infatti siamo andati anche nella regione dove lei era nata: l’Emilia-Romagna.. A 70 anni e senza essere mai uscita dalla
Racconto e montaggio a cura di Luciana Suica