lo sguardo altrove, storie di emigrazione

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Topazi imperiali e tormaline multicolori

Esperto di gemme brasiliane, Guido Borgomanero possiede una delle più importanti collezioni dell'America Latina

18 maggio 2010

A illuminare la vita di Guido Borgomanero, oltre gli affetti familiari (la moglie Ragnhild, il figlio Alessandro, il nipote Leonardo) sono state le sfavillanti pietre preziose scoperte in Brasile nei primi anni Sessanta. Nato a Cesenatico nel 1921, Borgomanero affrontò gli studi superiori in Perù, a Lima, dove il padre svolgeva un incarico diplomatico. Tornato in Italia, dopo il diploma in violino all’Accademia Santa Cecilia di Roma, si laureò in giurisprudenza e in scienze politiche per seguire le orme del padre.

Al primo incarico diplomatico a Ginevra nel 1951, seguono quelli a Oslo, Reykjavik, Sofia, quindi è console a Orã, in Algeria. Infine è la volta del Brasile: console a San Paolo e poi a Curitiba, non si contano le onorificenze, le cariche e le attività culturali accumulate in questo paese.

Il Brasile gli apre le porte con il suo immenso patrimonio minerario, con la frenetica attività dei garimpeiros e le meraviglie naturali che a fatica riesce a difendere. Nel 1963 Guido Borgomanero si diploma in gemmologia a San Paolo presso la Sociedade Gemólogica Brasileira, di cui diventa socio e collaboratore. Dal 1979 e fino alla metà degli anni Ottanta tiene conferenze ai congressi di geologia e paleontologia, finché decide di aprire al pubblico la sua collezione privata di tutte le gemme allo stato grezzo provenienti da ogni parte del Brasile e da altre aree del mondo: una collezione considerata tra le più importanti dell’America Latina.

Diventa presidente del Circolo Emilia-Romagna per gli Stati di Paraná e Santa Catarina, presidente onorario del Centro Cultural Italo-Brasileiro Dante Alighieri, vicepresidente onorario della Camera italiana di commercio di Porto Alegre, e promotore di un museo di legno fossilizzato a Mata, nel Rio Grande do Sul. Nel 1978 è insignito della cittadinanza onoraria di Curitiba e di Colombo, nel Paraná. Tra diplomi di laurea ad honorem, onorificenze varie e attestati di gratitudine, scorre la sua vita in Brasile accompagnata dalla passione giovanile per il violino, trasmessa al figlio, anche lui virtuoso e professore di questo strumento. Dal premio “Violino di Hardanger” conseguito in Norvegia al tempo delle prime missioni diplomatiche ai trecento brani incisi su nastro magnetico, Guido Borgomanero associa le qualità dell’udito a quelle della vista.

Le pietre preziose sono musica per gli occhi. Trent’anni di studi sistematici gli fanno dire che il Brasile è l’Eldorado delle gemme. Tipicamente brasiliane - afferma in uno dei suoi numerosi scritti - sono l’ametista, l’acquamarina, il topazio imperiale, l’agata e la tormalina. Inoltre il paese occupa un posto di primo piano per la presenza di smeraldo, diamante, opale e crisoberillo. I topazi imperiali di Ouro Preto, le agate e le ametiste del Rio Grande do Sul, le acquemarine del Minas Gerais e del Rio Grande do Norte, le tormaline multicolori di Espirito Santo e, ancora, del Minas Gerais, lo Stato il cui nome è tutto un programma (significa “Miniere Generali”), non temono la concorrenza delle altre aree gemmologiche del globo, come la Birmania, famosa per giade, zaffiri e rubini, l’India, lo Sri Lanka, lo Zambia e il Madagascar.

La scoperta casuale nel 1981 dei favolosi giacimenti di smeraldi a Santa Teresina di Goiás, vicino al municipio, ha reso il Brasile il massimo produttore ed esportatore mondiale di pietre preziose. Era dunque inevitabile per un esteta come Borgomanero, posare gli occhi sulle “affa­scinanti pietre colorate, che sono gioia per le donne che con esse si adornano; le­gittimo orgoglio per i collezionisti che in esse investono; e fonte di guadagno per quanti con le medesime lavorano: gioiellieri, lapidatori, minatori, esportatori e importatori. Sia come cristallo allo stato grezzo, sia lapidata o semplicemente pulita a cabochon, una bella e sfavillante pietra preziosa rappresenta indiscutibilmente una tra le più perfette creazioni di Madre Natura”.
Guido Borgomanero si è spento a Curitiba nel 2005.

NoteA cura di Claudio Bacilieri. Lettura di Fulvio Redeghieri.
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