IBC news

Per utilizzare il lettore Mp3 è necessario Adobe Flash Player 9 o versioni successive e il browser internet con Javascript abilitato. Scarica il file mp3: Ibcnews_dalmonte.mp3

Un’altra pagina del Futurismo italiano: Mario Guido Dal Monte

Dal Futurismo all’Informale, al Neoconcreto, attraverso le avanguardie artistiche del Novecento

16 gennaio 2010

Una vita lunga ed una vitalità artistica straordinaria, si può partire da questa considerazione per presentare Mario Guido Dal Monte (Imola 1906-1990) uno dei protagonisti italiani delle  avanguardie artistiche del Novecento, a quale la sua città, Imola, dedica una mostra, allestita al  Museo di San Domenico fino al 5 aprile 2010.

Una vicenda artistica lunga e complessa quella che si ricompone, guardando ben 180 opere, tra dipinti, sculture, ceramiche e bozzetti. Ma assai significativa è la presenza di documenti, fotografie e testimonianze.

La mostra propone le varie fasi della creatività di Dal Monte cominciando dalla sua prima esposizione con opere futuriste del 1926 a Imola fino alla ultima monumentale opera “neoconcreta” realizzata nel 1988, a due anni dalla sua morte. ?Curiosità e inquietudine compongono i suoi percorsi e lo portano a sperimentare: dal Futurismo al Realismo magico, dall’Informale, all’Optical, fino all’esperienza “neoconcreta” degli ultimi anni che dimostra un ancora intatto vigore creativo e una propria forte e coraggiosa indipendenza.

Altro merito dell’esposizione imolese è quello di far conoscere per la prima volta anche la ricca produzione dello studio “Magudarte”, analizzato in questa occasione da Claudia Pedrini, esempio significativo di casa d’arte futurista a Imola, interessato dall’oggettistica alla  moda, alla pubblicità, dalla pittura murale all’arredo e all’architettura.

Un altro dato importante è costituito dal recupero di i interessanti dipinti  dell’artista conservati in collezioni  private di suoi concittadini come pure  i ritrovamenti di altre opere, ormai ritenute scomparse. Si segnala una bella ceramica futurista conservata a Catania, esposta per la prima volta a fianco di quelle proprietà del Museo Gatti di Faenza.

Seppure legato da buoni rapporti di stima e di amicizia con le maggiori personalità del mondo dell’arte a partire da Marinetti, Balla, Depero, passando da Soldati e Reggiani, Chagall e Kandinski, fino a Piero Manzoni, Vedova, Santommaso, Guttuso, Dal Monte era profondamente legato alla Romagna e i suoi impegni e le opportunità di lavoro non lo portarono mai stabilmente fuori da Imola.


La mostra è corredata da un volume edito da Silvana Editoriale che sarà presentato da Enrico Crispolti  il 27 febbraio 2010 alle 17.30  nell’auditorium di San Domenico.

Per saperne di più: http://www.ibc.regione.emilia-romagna.it

NoteA cura di Valeria Cicala
Copia il codice per inserire il player di questa trasmissione nel tuo sito web.