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Guido Fanti il presidente che ha voluto l’IBC

13 febbraio 2012

La scomparsa di Guido Fanti è un lutto profondo per l’Istituto dei beni culturali. Se l’Istituto esiste è perché con grande lungimiranza, con sensibilità politica e intellettuale, a pochi anni dalla nascita della Regione, egli ne volle la creazione.

Correva l’anno 1974, erano anni di forti trasformazioni. Il fervido dialogo che Guido Fanti aveva con chi indagava la cultura artistica e paesaggistica del territorio regionale – Cervellati, Emiliani, Gambi, Guglielmi-, gli stessi con i quali aveva realizzato progetti e guardato al futuro, anche da sindaco di Bologna, lo predisponeva ad una attenzione speciale al patrimonio, ai diversi profili dell’Emilia-Romagna, ad una conoscenza capillare delle risorse e delle criticità che essa esprimeva. La ricerca era parte fondante di una crescita etica e del lavoro.

Fanti, che poi fu anche parlamentare europeo, comprendeva a fondo l’esigenza di scandagliare attraverso il lavoro dell’Istituto le diverse componenti e le  stratificazioni antropologiche, storiche, ambientali per farne strumento di salvaguardia e di valorizzazione in una costante collaborazione con quel Ministero dei beni culturali a cui dava vita Spadolini.

La collaborazione tra il presidente Fanti e l’IBC si è sempre rinnovata e anche in questi anni lo abbiamo avuto quale voce autorevole in occasione di convegni e sulle pagine della rivista “IBC”.

Che la terra ti sia lieve, presidente!

Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it

NoteA cura di Valeria Cicala
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