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N°21-ARTI MUSICA E SPETTACOLO
Il Ravenna Festival omaggia Mozart.
“Mozart? Mozart!” è dedicato al grande compositore salisburghese il nuovo appuntamento con Ravenna Festival, uno dei più prestigiosi appuntamenti d’Europa, da ormai 17 anni al centro dell’attenzione del pubblico di appassionati che si concluderà il 23 luglio nella città romagnola.
Mozart dice il titolo, innanzitutto perche proprio quest’anno si celebra il 250esimo della sua nascita ma soprattutto perchè Mozart è sttao davvero un grande genio, unico e irripetibile. Come ha detto il maestro Riccardo Muti, artefice del Ravenna Festival:
Se veramente esiste la possibilità di incontrare delle voci del passato, se c'è un musicista che io vorrei incontrare questi è Mozart. Se potessi scegliere non chiederei Bach, Leonardo, Michelangelo, ma Mozart, perché vorrei capire chi era quest'uomo, perché dentro di lui c'è una forza talmente fuori dalla natura, neppure soprannaturale, da lasciarti sgomento. Mozart ti dà l'idea di qualche cosa in più che esiste da qualche parte e che in lui si è fatta musica, si è fatta umana.
Il festival ha saputo, come al solito coniugare linguaggi diversi, quello musicale innanzitutto con grandissimi eventi come il concerto della New York Philharmonic Orchestra, diretta sia dal suo direttore stabile, e più volte acclamato ospite al Festival, Lorin Maazel e diretta dallo stesso Muti, in un concerto che ha reso omaggio a Robert Schumann nel 150° della morte. Tra gli eventi da segnalare Mstislav Rostropovic alla guida dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini, Jurij Temirkanov con la sua Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo e ancora con Riccardo Muti e il Maggio Musicale Fiorentino.
Per l’opera, la XVII edizione della manifestazione ravennate ha puntato sul Don Giovanni, il dramma giocoso di Mozart nell’allestimento praghese del Narodnì Divadlo lo stesso teatro che vide la prima rappresentazione assoluta diretta dallo stesso Amadeus, con la storica scenografia di Svoboda, mentre la sezione teatrale è affidata a Eugenio Barba e al suo Odin Teatret che a Ravenna presenterà proprio in questi giorni due prime assolute: Don Giovanni all’inferno (originale rilettura della figura del grande libertino) e Ur-Hamlet, uno spettacolo dove il teatro diviene la realtà assoluta e i personaggi la incarnano seguendo tradizioni asiatiche, africane e europee per rivelare l’Amleto originario.
Il tema mozartiano che attraversa il Festival è stato declinato con altre variazioni, che vanno dai grandi concerti, come quello in cui Riccardo Muti alla testa dell’Orchestra “Cherubini” e del Coro della Wiener Staatsoper, nella suggestiva cornice di Sant’Apollinare in Classe, ha proposto alcune tra le più straordinarie pagine sacre di Mozart, ad una originale rilettura della figura della Regina della Notte effettuata dall’affiatatissimo binomio formato da Cristina Muti e dal coreografo Micha von Hoecke.
La sempre ampia sezione musicale del festival ha visto poi altre interessanti proposte, come la musica sacra nelle basiliche e i concerti cameristici, che oltre alla straordinaria presenza di uno dei massimi pianisti viventi, Alfred Brendel, ha visto anche una formazione composta da prime parti dei Wiener Philharmoniker che ha proposto due dei quartetti con flauto di Mozart oltre che trascrizioni dal Don Giovanni e dal Flauto magico, fino agli appuntamenti legati alla popular music, come il concerto di Joe Zawinul. Il musicista, che è, assieme a pochi altri, uno dei padri indiscussi del jazz elettrico, a Ravenna – in prima italiana - accompagnato dalla WDR Big Band di Colonia composta da oltre 30 straordinari musicisti, ha presentato il suo nuovo progetto musicale dal titolo “Night Passage”.
Il tradizionale spazio dedicato alla danza, oltre al Balletto del Teatro Nazionale dell’Opera di Praga, con lo spettacolo “Mozart? Mozart!”, ha visto il ritorno di Roberto Bolle (con l’avvincente Gala di balletto “Roberto Bolle and Friends”), la Parsons Dance Company che ha presentato al Festival un programma che unisce nuove creazioni con alcune fra le più famose coreografie di David Parsons, e infine Iñaki Urlezaga, astro nascente della danza argentina, con la sua compagnia “Ballet Concerto”, che al Festival ha proposto due titoli di grande fascino come Carmen e Don Chisciotte.