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Il vino simbolo dell’enologia piacentina: il Gutturnio

In degustazione il Vignamorello 2013 dell’azienda vitivinicola La Tosa di Vigolzone

Bentrovati a Cantine & Cucine amici di RadioEmiliaRomagna.
È finalmente cominciato il nostro viaggio enogastronomico lungo la Via Emilia.
Partiamo da Piacenza, più esattamente dalla Val Nure, caratterizzata da una natura che conquista il viaggiatore per la sua varietà e bellezza. La particolare vocazione vitivinicola della zona trova testimonianze millenarie. Scavi archeologici hanno portato alla luce numerosi reperti di epoca romana tutti riconducibili alla coltivazione della vite e al consumo del vino.
Tra questi spicca il “Gutturnium”, una grande coppa di argento di epoca romana che poi ha dato il nome al Gutturnio, il più illustre vino DOC della zona.
Sui Colli Piacentini la viticoltura rappresenta una delle attività agricole più importanti e, in alcuni casi, diventa quasi l’unica con una produttività ridotta che consente l’elaborazione di vini di qualità, che qui superano l’80% della produzione totale.
A rappresentare i vini dei colli piacentini in questa puntata c’è l’azienda vitivinicola La Tosa della famiglia Pizzamiglio.
Diciannove ettari di vigneto in cui si coltivano otto vitigni: la Malvasia di Candia Aromatica, il Sauvignon, l’Ortrugo e il Trebbiano Romagnolo per la produzione di vini bianchi; la Barbera, la Bonarda, il Cabernet Sauvignon e il Merlot per i rossi.
Protagonista di oggi è il Vignamorello Gutturnio DOC Superiore 2013.

È bello il paesaggio di Vigolzone, tra boschi, vigneti, declivi verdi e una natura poco contaminata.
Salendo in macchina lungo la collina vengo dapprima circondata dalle fronde degli alberi e poi dai vigneti che hanno da poco cominciato la fioritura.
L’azienda La Tosa lavora per avere la massima concentrazione, complessità, personalità e ricchezza aromatica nell’uva, per poi trasferirle nel vino. Ne parliamo con il proprietario ed enologo Stefano Pizzamiglio

  • Intervista a Stefano Pizzamiglio

Il gutturnio è un vino che riesce a farsi amare con facilità. È un rosso corposo e di struttura, di un bel colore rubino intenso e con un ampio bouquet di profumi. In bocca è avvolgente e pieno e nonostante il grado alcolico si attesta sui 14 gradi, i tannini sono morbidi e non astringenti. Eppure è un vino che ha una sua bella freschezza e acidità e si presta ad un lungo affinamento in bottiglia.
Andiamo a degustarlo nella cantina di Dozza, sede dell’Enoteca regionale, insieme ad Ambrogio Manzi.

  • Degustazione con Ambrogio Manzi

Ci avviciniamo ai saluti ma prima di lasciarvi seguo i consigli del sommelier e vi propongo un’altra gustosa sosta.
La direzione è Borgo Val Tidone, più esattamente la piccola frazione di Bilegno dove si trova il ristorante La Palta per gustare i piatti di Isa Mazzocchi dell’Associazione Chef to Chef.
Voglio presentare Isa con poche, semplici e selezionate parole, ovvero: territorio, tradizione, creatività, fantasia, gioia di cucinare, figli e famiglia. Anche i suoi piatti si compongono di pochi, semplici e selezionati ingredienti ma, combinati insieme, in maniera unica e significativa, danno risultati davvero eccezionali.

Ascoltiamo l’intervista.

  • Intervista a Isa Mazzocchi

Bene amici, nella prossima trasmissione avremo modo di degustare l’elegante Malvasia di Candia Aromatica dell’Azienda Torre Fornello di Enrico Sgorbati a Ziano Piacentino. Andremo poi ad abbinarla ad uno piatti del menù di Daniele Repetti chef patron del Ristorante Nido del Picchio a Carpaneto Piacentino il cui menù rivela una grande passione per i prodotti di mare.

Appuntamento alla quindi alla prossima puntata e un brindisi alla vostra salute da Laura di Cantine & Cucine.

Note

A cura di Laura Di Salvo