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Karamazov prodotto da Ert fino al 30 marzo è a Buenos Aires

Lo spettacolo dell'Emilia-Romagna nel mondo

Lo spettacolo Karamazov, prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione e portato in scena dal regista Cesar Brie e da un gruppo di giovani attori, replicherà nei giorni 20, 21, 22 e 23 marzo e ancora 27, 28, 29 e 30 al teatro El Galpón de Guevara di Buenos Aires. Karamazov, liberamente tratto da I fratelli Karamazov di Dostoevskij, è un allestimento semplice, fatto di pochi elementi scenici ma dalla forte cifra suggestiva ed evocativa.

Ultimo appuntamento per Le grandi voci dell'Emilia, l'iniziativa organizzata dall'Associazione Emilia-Romagna di Stoccarda in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura Stoccarda. Da secoli l'Emilia-Romagna è una fucina di talenti che ha regalato al panorama mondiale dei maestri in ogni campo dell'arte. Il critico musicale Gianguido Mussomeli sta guidando il pubblico in questo breve ciclo di conferenze, ricco di testimonianze audiovisive, presentando tre volti noti del panorama lirico contemporaneo, nati nella terra che dette i natali a Verdi: il tenore Luciano Pavarotti, il soprano Mirella Freni e il baritono Leo Nucci. Venerdì 20 marzo alle ore 19 è la volta di Leo Nucci di cui si dice – "He doesn't just sing Nabucco – he is Nabucco" (Nicola Luisotti). Nato nel 1942 in provincia di Bologna, Leo Nucci è uno dei più grandi baritoni italiani conosciuti nel panorama mondiale, e ancor oggi lo si può sentir cantare dal vivo. Il suo Rigoletto, interpretato più di 500 volte, è considerato uno dei suoi cavalli di battaglia. Si è distinto in particolare nel repertorio verdiano e pucciniano, ma altrettanto importanti sono i ruoli eseguiti nelle opere di Mozart, Donizetti, Giordano e Cilea. L'iniziativa che si tiene presso l'Istituto Italiano di Cultura , Kolbstr. 6, Stoccarda avrà una introduzione in lingua italiana, con presentazione PowerPoint in lingua tedesca. 

Il Teatro Necessario, fino al 21 marzo è a Izmir, in Turchia è stato invitato a prendere parte al prestigioso festival internazionale di Izmir giunto quest'anno alla nona edizione. Più di 40 rinomate compagnie di teatro di figura, provenienti da ogni parte del mondo, prenderanno parte all'evento, che si svolgerà in diversi luoghi della città.

La Socìetas Raffaello Sanzio dal 18 al 23 è a Losanna, Svizzera, con lo spettacolo Giulio Cesare, pezzi staccati. Si tratta di un intervento drammatico su W. Shakespeare ideato e diretto da Romeo Castellucci, ispirato alla versione di "Giulio Cesare" messa in scena dalla Socìetas Raffaello Sanzio per la prima volta nel 1997.

Il 21 e il 22 sempre la compagnia cesenate è a Mulhouse in Francia con Go down, Moses, spettacolo diretto da Romeo Castellucci, con la musica originale di Scott Gibbons. Il lavoro affronta i differenti momenti della vita di Mosè, così come ci vengono narrati nel libro dell'Esodo. Ma il personaggio Mosè è dissolto nelle scene, tralascia la narrazione biografica per estendersi su concetti, sentimenti e caratteri presaghi di una rivelazione che agisce ora, nel tempo attuale.

È stata inaugurata al Museo Western Art di Tokyo la mostra "Guercino e il Barocco". Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, artista centese barocco, sta diventando sempre più "popolare" e internazionale, oltre che farsi ambasciatore del suo territorio. Dopo le esposizioni italiane, polacche e croate (a Zagabria "Guercino, la luce del barocco" ha contato 28.500 ingressi) adesso le opere del pittore centese si trovano a Tokyo al National Museum of Western Art dove si prevede un'affluenza di oltre 100.000 visitatori. Complessivamente le opere esposte sono 44 di cui 18 provenienti da Cento di Ferrara. La mostra resterà allestita fino al 31 maggio.

È dedicata al grande gastronomo forlivese Pellegrino Artusi la mostra allestita all'Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico: "Pellegrino Artusi – L'Italia in cucina". Nell'anno dell'Expo di Milano, dedicato all'alimentazione, viene così dato spazio alla tradizione culinaria del Belpaese: l'esposizione messicana ruota, infatti, intorno al libro di cucina che ha dato le basi alla gastronomia italiana moderna. La mostra, che rimarrà esposta permanentemente presso l'istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, è stata organizzata dalla Consulta regionale degli Emiliano-romagnoli nel mondo, dall'Assessorato Cultura della Regione e da Casa Artusi assieme all'Istituto Italiano di Cultura di Città del Messico, nell'ambito delle manifestazioni "Anno dell'Italia in America Latina" del ministero Affari esteri e "Emilia-Romagna verso EXPO 2015".

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A cura di Marina Leonardi

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