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Serate di Cinevino

Arditi abbinamenti eno-cinematografici proposti dal regista Jonathan Nossiter

25 gennaio 2012

Gli abbinamenti tra cinema e vino sono sempre fortunati e, in occasione delle diverse rassegne che vengono organizzate creando l’incontro tra pellicola e bicchiere, non è mai perfettamente chiaro se sia più il vino ad avvicinare nuovo pubblico al cinema oppure il il film ad arricchire la classica bevuta serale tra amici. Il risultato comunque conferma le scelte degli organizzatori, spingendoli verso esplorazioni sempre più ardite e in territori complessi. Proprio come nel caso di questa rassegna di Cinevino organizzata a Bologna dalla Cineteca e dal cine sommelier brasiliano Jonathan Nossiter…

Abbinare un film a un vino: operazione che diventa imprevedibile nelle mani di Jonathan Nossiter. La Cineteca di Bologna cambia il registro degli accostamenti e chiama un “cinesommelier”: cinema e vino si trovano assieme per compiere assieme un percorso sulle ali di un radicalismo estetico che solo un regista e degustatore radicale, appunto, poteva creare. Un percorso spiazzante, che pone domande: “Hai mai visto quel film? Hai mai sentito quel vino?”. E si condividono, assieme, in una sala cinematografica, dubbi e risposte.

“Con gli amici della Cineteca abbiamo dunque pensato di accostare la luce dello schermo a quella del vino in un bicchiere – racconta Jonathan Nossiter –, l’atto sensuale e goloso del bere con quello (altrettanto sensuale) di godere collettivamente di una pellicola in 35mm”.

Saliamo allora sulle spalle di Jonathan Nossiter, autore giunto a notorietà con il suo Mondovino, per 10 serate al Cinema Lumière tra gennaio e febbraio, che intercetteranno nell’ultimo week end di gennaio le iniziative di ArteFiera, kermesse il cui carattere spiccatamente internazionale bene identifica la vocazione europeista (e internazionalista) di queste 10 Serate di cinevino promosse dalla Cineteca di Bologna, in collaborazione con Slow Food Emilia-Romagna e Mercato della Terra.

10 serate di film rari, sconosciuti, o semplicemente folli: autori sperimentali come Rainer Werner Fassbinder o João Cesar Monteiro; storie che con il realismo più vivo hanno squarciato il velo dell’ipocrisia italiana, come Fuoco! di Gian Vittorio Baldi; casi (I dimenticati) che segnano il destino, fino a quel momento vincente, di un autore come Preston Sturges.

10 film con degustazioni di vini (accompagnati da un assaggio curato dal Mercato della Terra), rari, sconosciuti, semplicemente “naturali”: perché folli appaiono appunto i vini naturali al gusto omologato della nostra epoca industrializzata, contro la quale lottano i moderni Don Chisciotte dell’uva così com’è.

È uno sguardo sul presente quello che vuole offrirci, a modo suo, Jonathan Nossiter: “In un momento di crisi radicale non mi sembra così folle mischiare, senza pudore, un’arte che ci fa viaggiare lontano con storie profonde e magiche (il vino, intendo) con un altro piacere che forse abbiamo dimenticato quanto possa renderci più festosi e più illuminati (eh sì, sto parlando del vecchio ‘Snaporaz’, il cinema)”.

Serate tutte guidate da Jonathan Nossiter, quindi, dal produttore protagonista dell’occasione, e da grandi registi come Ettore Scola o Gian Vittorio Baldi (guarda un po’, anche grande produttore di vino da decenni, nella vicina Romagna).

Il prezzo a persona è di € 13 per la prima serate, € 11 per la seconda, € 8 per la terza e successive serate (€ 11, € 9, € 7, per gli Amici e Sostenitori della Cineteca, per i soci Slow Food e per i possessori di Carta Più Feltrinelli).

Si comincia giovedì 19 gennaio con la Francia di Jean-Marc Roulot, esponente di uno dei terroir più nobili, quello di Borgogna, viticoltore e “attore” nel film Rio Sex Comedy, dello stesso Nossiter: curioso incontro tra fiction e documentario che vede la partecipazione di una star come Charlotte Rampling.

E così via per altre nove Serate di cinevino, capaci di rappresentare i territori storicamente più decantati come il Montefalco, rappresentato da Giampiero Bea e “abbinato” a La più bella serata della mia vita di Ettore Scola (che sarà anch’egli al Cinema Lumière, venerdì 20 gennaio), o territori in magnifica ascesa, come quello emiliano, grazie soprattutto al lavoro paziente di viticoltori naturali quali Camillo Donati (che sarà al Cinema Lumière sabato 28 gennaio, assieme a Gian Vittorio Baldi, del quale vedremo il capolavoro della sua cinematografia graffiante e priva di compromessi, Fuoco!) o Elena Pantaleoni (protagonista venerdì 3 febbraio con il suo re dei macerati, l’Ageno, assieme alla pellicola del giapponese Juzo Itami, A Taxing Woman Return).

E poi uno dei grandi pionieri italiani, Angiolino Maule (che sabato 21 gennaio ci farà assaggiare la sua vulcanicissima Garganega, in abbinamento con il Fassbinder di Voglio solo che mi amiate: quasi un’invocazione per il suo elisir, il Pico), o quella di uno dei tanti talenti di quel paradiso vinicolo che è il Collio, rappresentato in questo caso da Dario Princic (sabato 4 febbraio, nella combinazione con Hotel Terminus di Marcel Ophüls).

Il Portogallo è rappresentato dalla Commedia di Dio di João Cesar Monteiro e da quell’unicum che è vinho verde, nel nostro caso quello di Vasco Croft (domenica 22 gennaio).

E poi Bologna, che è doveroso omaggiare, offrendo spazio anche a chi sul vino compie da sempre la sua azione culturale e “ristoratrice”, come Paolo Carati del Caminetto d’Oro (venerdì 27 gennaio, in compagnia di Alberto Carretti, produttore a 360° di magie enogastronomiche e del film I dimenticati, pellicola “diversa” del maestro della screwball comedy Preston Sturges).

Il Brasile di Nelson Pereira dos Santos (Como Era Gostoso o Meu Francês) incontra il Moscato Passito di Enzo Cerruti (regista e produttore assieme sabato 29 gennaio), mentre a uno dei film più irriverenti della storia del cinema, Brian di Nazareth di Terry Gilliam, è affidato il finale in compagnia dei vini di Stefano Bellotti (domenica 5 febbraio).

www.cinetecadibologna.it

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A cura di Enzo Chiarullo

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