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24 Luglio 2014 | Archivio / Economia

Fondi strutturali

Via libera a Por FESR, Por Fondo sociale europeo e Programma per lo sviluppo rurale.

A cura di Cinzia Leoni

Quasi 2 miliardi e 500 milioni di risorse pubbliche per realizzare in Emilia-Romagna la strategia di Europa 2020
per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. In particolare si investirà  sulle persone, si favorirà l’innovazione, la diversificazione e la capacità imprenditoriale del sistema produttivo, mantenendo un elevato grado di qualità dell’ambiente, del patrimonio culturale e dell’infrastrutturazione del territorio, la coesione territoriale e sociale e la qualità dei servizi collettivi. Sono queste le grandi priorità individuate dal documento “Indirizzi per la programmazione 2014-2020 dei Fondi comunitari in Emilia-Romagna”, approvato dall’Assemblea legislativa . Gli strumenti di attuazione saranno i programmi operativi Fondo Sociale Europeo (FSE) e Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), ed il Programma di Sviluppo Rurale (PSR), che consentiranno a livello territoriale un’articolazione differenziata degli interventi in base alle peculiarità delle diverse aree della regione.

Tre gli ambiti di interventi specifici individuati: città, aree interne, area del sisma.
Come città per lo sviluppo urbano sostenibile sono state individuate Bologna, Parma, Modena, Reggio Emilia, Ravenna, Rimini, Ferrara, Forlì, Cesena e Piacenza, utilizzando indicatori riconducibili a demografia, istruzione, ricerca, sanità, mobilità, ambiente, competitività.
Per le aree interne sono stati identificati quattro ambiti potenzialmente oggetto di politiche specifiche: la montagna occidentale, la montagna centrale, la montagna orientale e il delta del Po. Aree che, pur presentando molte caratteristiche comuni come criticità demografica, fragilità socio-economica, rischio di dissesto idrogeologico ma anche produzioni locali tipiche e di qualità, forte spirito di accoglienza, godono di peculiarità proprie e pertanto non possono essere considerate come omogenee.
Altro ambito individuato dal documento l’area del sisma, una delle aree produttive più importanti del Paese con la presenza di distretti produttivi anche di rilevanza internazionale, dove il processo di ricostruzione è ancora in corso, ma con segni di ripresa evidenti.

Il documento guarda anche all’integrazione degli strumenti di attuazione territoriali, e la sua più rilevante espressione si trova nella Smart Specialization Strategy, una strategia di specializzazione intelligente che ogni Regione deve delineare facendo leva sui propri vantaggi competitivi, così da “specializzarsi” in un numero ridotto di ambiti che possono raggiungere standard di eccellenza e fare da traino al sistema regionale nel suo complesso. Un ruolo importante, è giocato anche dalla partecipazione dell’Emilia-Romagna alle politiche europee di scala sovranazionale. La nostra Regione infatti partecipa a programmi che fanno riferimento a cinque diversi spazi di cooperazione: Transfrontaliera Italia – Croazia, Transnazionale Adriatico-Ionico, Transnazionale Europa Centrale, Transnazionale Mediterraneo, Interregionale (scambio di buone pratiche a livello europeo).

E passiamo ai programmi di attuazione. Nel Piano di sviluppo Rurale le priorità sono competitività, ambiente, giovani e lavoro, sviluppo dei territori di montagna e delle zone rurali più fragili, Il Piano potrà contare in totale su 1 miliardo e 190 milioni di euro tra il 2014 e il 2020. Diecimila i progetti che saranno finanziati, 29 mila gli interventi di formazione e consulenza tecnica, 200 mila gli ettari su cui verranno realizzate buone pratiche ambientali, rafforzando il biologico e la produzione integrata. Per raggiungere questi obiettivi la Regione ha raddoppiato le risorse dal proprio bilancio che passano, rispetto alla precedente programmazione, da 106 a 203 milioni di euro. Ammontano invece a 513 milioni di euro i finanziamenti che arrivano dall’Europa (29 milioni in più rispetto al periodo 2007-2013), mentre la quota statale è di 474 milioni (6 milioni in più).

L’orizzonte 2014-2020 pone al primo posto la crescita intelligente, sostenibile e inclusiva secondo gli obiettivi previsti dalla Strategia Europea 2020 in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia. Per il Programma Operativo Fesr 2014-2020 le risorse complessivamente sono quasi 482 milioni di euro, di cui 145 per la ricerca e l’innovazione, 24 milioni per lo sviluppo dell’ICT, 120 milioni per la competitività e l’attrattività del sistema regionale, 96 milioni per la promozione della low carbon economy nei territori, 48 milioni per la valorizzazione delle risorse artistiche, culturali ed ambientali ai fini dell’attrazione turistica e circa 29 milioni per l’attuazione dell’agenda urbana per le città intelligenti, sostenibili e attrattive. 

L’Emilia-Romagna ha già approvato la propria proposta di Programma operativo del Fondo Sociale Europeo 2014-2020, il documento che delinea per i prossimi 7 anni la strategia di programmazione delle risorse del FSE, il fondo strutturale con cui l’Europa e le Regioni investono sulle competenze delle persone per sostenere l’occupazione e la competitività dei territori. Le risorse a disposizione dell’Emilia-Romagna per i prossimi sette anni ammontano a 786 milioni di euro di cui 275,2 milioni di risorse nazionali e 117,9 milioni di euro di risorse regionali.

La strategia delineata nella proposta di Programma operativo è stata elaborata attraverso un percorso di confronto tra istituzioni e di concertazione con le parti sociali, in coerenza con quanto evidenziato nel quadro di contesto e nelle linee di indirizzo per la Programmazione comunitaria 2014-2020 e con il Documento strategico regionale dell’Emilia-Romagna per la programmazione dei fondi strutturali e di investimento europei  2014-2020.

 

 

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