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Gate for Made in Italy

Un progetto per aiutare l'export delle micro e piccole medie imprese dell'Emilia-Romagna

6 marzo 2014

Promuovere l’internazionalizzazione delle micro e piccole imprese che producono Made in Italy: è questo l'obiettivo del progetto Gate for Made in Italy messo in campo da CNA, Regione Emilia-Romagna e dalla federazione delle Banche di Credito Cooperativo. E' cosa nota che molti  grandi marchi del Made in Italy sono nati proprio qui, in Emilia-Romagna, pensiamo a Ferrari, Ducati, alla Perla, ai nostri giacimenti gastronomici o ai numerosi riconoscimenti internazionali a chef come Massimo Bottura, insignito ieri del prestigioso "White Guide Global Gastronomy Award", una sorta di Nobel della gastronomia. Accanto ai marchi più noti c'è però un tessuto di  piccole, o addirittura micro, imprese, spesso organizzate in filiere articolate per settori secondo il modello produttivo tipico dell'Emilia-Romagna, che ha il suo fulcro competitivo nel sistema delle PMI. Sistema che  conta più di 430mila imprese, 1.014 imprese ogni 10.000 abitanti delle quali quasi il 97% conta meno di 20 addetti. 

In questa fase economica segnata dal perdurare di una debole domanda interna e da una perdita di fatturato,l’export è l'unica voce che ha registrato valori positivi per tutto il 2013, + 28,5 nel terzo trimestre. Anche le micro e piccole imprese, che attualmente esportano direttamente solo per il 5%, possono trovare nell'esportazione una leva importante di crescita a patto di usufruire di strumenti adeguati e delle stesse condizioni di cui godono le imprese più strutturate. La CNA ne ha  interpellate 4.071, appartenenti alle filiere produttive che maggiormente contribuiscono a creare l’immagine ricca di appeal del nostro Paese  all’estero. Di queste, 165 dei settori moda, alimentare, artigianato artistico e interior design, hanno aderito al progetto Gate for Made in Italy

Giancarlo Muzzarelli, assessore alle Attività Produttive,ha raccontato  ai nostri microfoni quali sono i punti forti della strategia di internazionalizzazione della Regione Emilia-Romagna.

Intervista Giancarlo Muzzarelli acura di Gianni Boselli

Gate for Made in Italy ha mosso i primi passi nel luglio 2013, con l’identificazione delle imprese e si concluderà nel gennaio 2015. Attualmente le 165 imprese coinvolte sono oggetto di un’analisi aziendale basata sul benchmarking, cioè su un confronto sistematico che permette  loro di compararsi con le migliori realtà imprenditoriali e soprattutto di apprendere da queste per migliorare. Al termine dell'analisi saranno individuate le aziende con il più alto potenziale di internazionalizzazione  (le “best in class”) , per le quali saranno progettate e realizzate  azioni concrete di accompagnamento per la promozione all’estero: incontri istituzionali, incontri  con buyers, importatori, distributori sui mercati esteri; ricerca di potenziali partners. Non da ultimo, Gate for Made in Italy,  offre un supporto finanziario grazie alla partnership con le Banche di Credito Cooperativo che riconosceranno alle aziende selezionate convenzioni e agevolazioni: dall'anticipo di liquidità sugli investimenti, all'assicurazione sui crediti all'estero. 

Nei prossimi due anni si terranno seminari, visite aziendali, eventi fieristici e promozionali, con una partecipazione in forma collettiva, per alimentare quel processo di messa in rete e di scambio di conoscenze che ci ha permesso di essere competitivi anche in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando, come mettono in rilievo i dati dell’ultimo “Regional Innovation Scoreboard” della Commissione Ue,  rapporto in cui l’Emilia-Romagna emerge  come una delle tre regioni leader per l’innovazione in Italia insieme a Piemonte e Friuli, sopra la media europea e in un processo di costante crescita.

 

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Note

A cura di Gianni Boselli e Piera Raimondi Cominesi