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Inaugurato il Tecnopolo di Mirandola

Sorge nel distretto del biomedicale, duramente colpito dal sisma, con un investimento di 3 milioni e 850 mila euro

Il 10 gennaio, data dell’inaugurazione del Tecnopolo,  l’undicesimo in regione, è stato un giorno importante per Mirandola e per tutto il distretto biomedicale della Bassa, colpito dalla devastazione del terremoto e divenuto velocemente simbolo della capacità emiliana di “tener botta” , di ripartire immediatamente e, se possibile, di rilanciare in crescita e innovazione. Il polo del biomedicale, due anni fa, era riuscito a mantenere quasi intatti i livelli della produzione, oggi, con l’esportazione in continua crescita,  è terzo al mondo per importanza, secondo in Europa, con le sue 94 aziende, i 3.500 occupati e gli oltre 900 milioni di fatturato.

In questo contesto produttivo è sorto il nuovoTecnopolo, il Parco scientifico e tecnologico per i materiali innovativi e ricerca applicata per il biomedicale di Mirandola, un progetto che la Regione Emilia-Romagna ha sostenuto investendo 3 milioni e 850 mila euro, risorse addizionali ricevute sul Por Fesr 2007-2013 a seguito degli eventi sismici. Al taglio del nastro era presente Palma Costi, assessore regionale alle attività produttive  e alla ricostruzione post-sisma, sentiamola ai nostri microfoni.

Intervista a Palma Costi (di Stefano Asprea).

Il Tecnopolo, gestito dalla Fondazione Democenter,  è stato pensato come luogo di ricerca e uno strumento al servizio delle imprese e del territorio, dedicato a favorire la crescita competitiva e l’incremento dell'attrattività nei confronti di giovani talenti e di competenze scientifiche. Ci siamo fatti raccontare da Enzo Madrigali, direttore della Fondazione Democenter , da che esigenze è nato il Tecnopolo e come è strutturato.

Intervista a Enzo Madrigali 

L’indirizzo strategico del Tecnopolo è assicurato dallo Steering Committee, presieduto da Giuliana Gavioli, mentre responsabile scientifico è il professor Aldo Tomasi, dell’università di Modena e Reggio. La struttura, coordinata da Antonio Bosetto, è costituita da 18 persone, 13 delle quali impegnate direttamente nei laboratori. Il tecnopolo di Mirandola è l’anello che consente al settore biomedicale di avere accesso a tutte le competenze espresse dall’Università di Modena e Reggio e alle relazioni offerte dall’intera Rete alta tecnologia dell’Emilia-Romagna. Questo significa poter contare sul potenziale espresso da 35 tra laboratori di ricerca industriale e centri per l’innovazione, organizzati in sei piattaforme tematiche e 11 tecnopoli, che vedono al lavoro oltre 1600 ricercatori. La rete, coordinata da Aster, collega la nostra regione ai maggiori centri di ricerca internazionali.

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A cura di Piera Raimondi Cominesi

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