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Il Programma di Sviluppo Rurale

L'Assemblea legislativa approva il piano 2014-2020, a disposizione 1 miliardo e 190 milioni di euro

Competitività, ambiente, giovani e lavoro, sviluppo dei territori di montagna e delle zone rurali più fragili, sono le priorità del nuovo Psr che potrà contare su 1 miliardo e 190 milioni di euro tra il 2014 e il 2020. Sentiamo dall'Assessore Tiberio Rabboni come saranno utilizzati: 

Intervista all'assessore all'Agricoltura, Tiberio Rabboni 

Per raggiungere questi obiettivi la Regione ha raddoppiato le risorse dal proprio bilancio che passano, rispetto alla precedente programmazione, da 106 a 203 milioni di euro. Ammontano invece a 513 milioni di euro i finanziamenti che arrivano dall’Europa (29 milioni in più rispetto al periodo 2007-2013), mentre la quota statale è di 474 milioni (6 milioni in più).

Il Psr 2014-2020 è il frutto di un’ampia consultazione con il mondo agricolo che è partita nel maggio 2013. Per sostenere la competitività e la redditività delle imprese la Regione mette a disposizione 544,6 milioni di euro di finanziamenti pubblici, che mobiliteranno 932 milioni di investimenti. Serviranno per cofinanziare circa 6.600 progetti. L’obiettivo è aumentare e stabilizzare la redditività delle imprese agricole; ammodernare i processi produttivi, sostenere le produzioni di qualità, diversificare l’attività agricola. Una corsia privilegiata sarà destinata alle reti di imprese “dalla terra alla tavola” e alle diverse forme di agricoltura organizzata, per ridurre i costi e fare sistema.

Altro punto cardine del Psr 2014-2020 sono gli interventi a favore dei giovani, con un pacchetto di misure che vale 130 milioni di euro. Chi avvierà una nuova impresa agricola potrà contare su un premio per il primo insediamento compreso tra i 40 mila e i 70 mila euro in base al valore del progetto aziendale. Non solo: gli under 40 avranno una priorità di accesso in tutte le misure del nuovo Psr.

Ammontano a 96 milioni di euro le risorse per sostenere l’innovazione e la conoscenza in agricoltura, di cui il 70% per il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di processi produttivi più rispettosi dell’ambiente e il 30% per la formazione e la consulenza (29 mila interventi). 

All’ambiente andranno 526,9 milioni di euro. Serviranno per ridurre l’impatto delle attività agricole, sostenere la produzione biologica e integrata , tutelare gli habitat naturali, la biodiversità, il paesaggio e migliorare la fertilità dei suoli, contrastando l’erosione di terreno agricolo,  razionalizzare il consumo energetico e idrico e favorire il sequestro di carbonio attraverso la forestazione.Grande attenzione alla montagna, con interventi  per contrastare abbandono e dissesto idrogeologico, ammontano a 93 milioni di euro i finanziamenti più direttamente dedicati a investimenti strategici per contrastare l’abbandono del territorio, migliorando i servizi sanitari e sociali sul territorio.

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A cura di Piera Raimondi Cominesi

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