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I magazzini della memoria

La “Macchina modenese” è nuovamente visibile

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, vi segnalo per questo lungo ponte che ci condurrà all’inizio di maggio un evento in corso a Modena e che è qualcosa di più di un’esposizione e la ricostruzione di un’esperienza intellettuale, è l’esempio di una creatività che assomma segni ed elementi della memoria culturale e della creatività capace di rielaborare linee e materiali.

Si tratta della “Macchina modenese” di Aldo Rossi realizzata in occasione di una mostra allestita a Modena nell’83 e dedicata all’opera del grande architetto milanese. Si trattava di un’architettura transitoria o effimera inserita nell’esposizione che fu allestita nella Palazzina dei Giardini, acquisita come spazio per le esposizioni e contraddistinta da una grande cupola nella parte centrale. 

La curatela era della Galleria Civica di Modena, diretta allora da Nino Castagnoli. Questo segno architettonico torna a mostrarsi al pubblico dopo un necessario intervento di manutenzione ribadendo, trentasei anni dopo, tutta la vitalità e la forza che emana.

La “Macchina modenese” colpisce per l’equilibrio e la plasticità delle forme nei suoi 7 metri di altezza e si ripropone al centro della grande fabbrica del Laboratorio aperto a Modena, nell’ex centrale Aem. Una felice casualità fa si che le pareti della struttura, recentemente rinnovata, abbiano tonalità di colore affini a questo manufatto che sintetizza la poetica personale di Rossi. 

Vale la pena ricordare, per chi non è modenese, che Aldo Rossi aveva vinto nel ’71, assieme all’architetto Gianni Braghieri, il concorso per il progetto del Nuovo Cimitero di San Cataldo

Nel nuovo allestimento all’ingresso, prima di ritrovarsi all’interno della fabbrica, le fotografie realizzate nella notte precedente l'inaugurazione da Olivo Barbieri introducono i visitatori alla Macchina. L’obiettivo di Barbieri riprende lo sguardo con cui Luigi Ghirri fotografò il cubo rosso del Cimitero di Modena, progettato, come dicevamo, da Rossi. 

Ma nessuno può farci cogliere l’importanza di questo manufatto e la storia in cui è immerso meglio di Fausto Ferri, l’allestitore di allora che l’ha conservato e che ha curato la nuova edizione dell’esposizione. Ci racconti come è nata questa esperienza
Parliamo del progetto legato al cimitero.

Intervista Fausto Ferri

Non perdete questa opportunità e buone giornate di pausa a tutti da Valeria Cicala

 

Note

A cura di Valeria Cicala

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