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La memoria di Leo

Il Fondo-Archivio De Berardinis racconta l'artista

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, per chi ama il teatro, per chi ha seguito con passione uno dei grandi artisti della scena contemporanea italiana, fortemente legato a Bologna e alla sua storia culturale, sarà imperdibile l’evento L’Archivio di Leo. Prima presentazione pubblica del fondo Leo De Berardinis, a cura di Cristina Valenti con Marco De Marinis e Laura Mariani che si terrà lunedì 12 giugno 2017 a Bologna al Laboratorio delle Arti con ingresso da via Azzo Gardino 65.

L’occasione per questa festa dedicata a Leo De Berardinis nasce dal completamento della prima tranche del lavoro di riordino, catalogazione, digitalizzazione del Fondo - Archivio Leo de Berardinis, affidato al Dipartimento delle Arti con contratto di comodato d’uso sottoscritto dalle eredi Carola De Berardinis e Maria Grazia Grassini.

Un pomeriggio all’insegna del suo teatro, di cui saranno protagonisti gli attori, che porteranno le loro testimonianze, memorie, visioni in omaggio al Maestro.

La costituzione del Fondo presso il Dipartimento delle Arti ribadisce il legame privilegiato di Leo con l’Università di Bologna, che gli ha conferito la Laurea ad Honorem il 4 maggio 2001.

La raccolta documentaria, relativa all’attività del Maestro dal 1967 al 2001, si riferisce per la maggior parte al ventennio bolognese (1983-2001), periodo in cui l’artista ha prima operato presso la Cooperativa Nuova Scena, quindi ha aperto lo Spazio della Memoria e infine ha diretto il Teatro Laboratorio San Leonardo. “Luogo di registrazione di una vita straordinaria”, come l’ha definito Claudio Meldolesi che ne è stato il principale ispiratore e artefice, l’archivio comprende manoscritti, appunti e brogliacci di lavoro, copioni, registrazioni sonore e video, fotografie, locandine, programmi di sala, rassegne stampa.

Dietro a questo importante lavoro anche un rapporto di collaborazione con l’Istituto per i beni culturali, che ha messo a punto la piattaforma su cui è possibile realizzare questo tipo di archiviazione e che offre la consulenza dei suoi funzionari.

Una raccolta non sistematica e non priva di lacune, quella che riguarda De Berardinis in grado però di restituire, anche nella sua irregolarità, uno Spazio di Memoria analogo a quello che fu il suo teatro vivente, che approda ad una nuova stagione nelle interazioni con studiosi e cultori dell’opera di Leo.

Un’installazione video accompagnerà l’omaggio degli artisti, alle cui spalle scorreranno documenti fotografici e testuali estratti dall’archivio perché riprendano vita nelle loro parole.

Per conoscere il tipo di archivio che viene proposto abbiamo incontrato Mirella Plazzi dell’Istituto per i Beni Culturali.

Intervista a Mirella Plazzi

Un saluto da Valeria Cicala

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A cura di Valeria Cicala

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