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Il Teatro Sociale di Gualtieri

Nella Bassa reggiana, un gruppo di giovani coraggiosi ha restituito a tutti i cittadini un luogo della cultura chiuso da anni

Cari ascoltatori, la vicenda “Made in Emilia-Romagna” che vi proponiamo oggi racconta di come si possa diventare, già a vent’anni, protagonisti di una storia importante. Occorrono coraggio, passione e voglia di fare. È quello che è successo a un gruppo di ragazzi e ragazze in una piccola città della pianura reggiana, Gualtieri, a due passi dal Po.

Questa storia comincia un giorno di autunno del 2005, quando il gruppo, complice una persona più grande (e, con il senno di poi, decisamente saggia), varca di nascosto i cancelli che chiudono le porte di un luogo proibito: il “Teatro Sociale”. L’edificio è chiuso al pubblico da anni, in attesa di restauri. Dentro, l’atmosfera è sospesa in un silenzio misterioso. Il palcoscenico non c’è più, smantellato. Il teatro è come un corpo a cui è stato tolto il cuore. Ovunque, polvere e odore di muffa.

Il gruppo si dà un obiettivo: il teatro riprenderà a vivere. Inizia così, con una occupazione semiclandestina, e il tacito consenso del Comune, un’impresa che ha del temerario. Si spalano carriole di ghiaia e terra, viene costruito un impianto elettrico volante, si trasporta all’interno un pianoforte. Si lavora anche di notte.

Qualche mese dopo, però, tutto sembra fermarsi. Gira voce che il Comune abbia messo all’asta l’edificio. Qualche cittadino protesta. La sera del 27 luglio 2006 le porte del teatro vengono aperte: il delegato dell’agenzia immobiliare incaricata della vendita raccoglie la folla che si è radunata in piazza e la porta in platea. Qui, all’improvviso, tutto si ribalta in un colpo di scena: l’asta pubblica, in realtà, è un evento teatrale. E lo stratagemma funziona: adesso, finalmente, la maggior parte dei gualtieresi si è accorta di quanto sia vitale questo luogo.  

L’obiettivo di riaprire il teatro al pubblico, tuttavia, è ancora molto lontano. Ci vorranno tre anni di duro lavoro, anni di carriole e calcinacci, di finesettimana al chiuso, di paure e di incertezze, per arrivare infine alla data fatidica del 6 giugno 2009. Quella sera il Teatro Sociale di Gualtieri riapre i battenti con una mostra fotografica, un concerto e una rassegna estiva con artisti di livello internazionale.

Sembra che il sogno si sia realizzato. Ma le difficoltà non sono finite. Nel 2011 la crisi economica colpisce duro anche Gualtieri. Per il teatro si teme una nuova chiusura. Ancora una volta, però, i ragazzi, che due anni prima si sono uniti in una vera e propria associazione, sanno reagire con orgoglio. Nasce così una rassegna di eventi a ingresso gratuito in cui il teatro si trasforma in ideale cantiere navale: un veliero ormeggiato per lavori di manutenzione. Di qui l’idea del “Cantiere aperto”, un calendario di appuntamenti in cui i cittadini possono contribuire con il proprio lavoro. Sono serate in cui il Teatro torna a essere davvero “Sociale”: uno spazio e una risorsa di tutti, in cui tutti sono chiamati a fare la propria parte.

Neanche il terremoto del maggio del 2012 ha fermato l’entusiasmo di questi ragazzi. Per qualche mese il Teatro è stato chiuso per accertamenti, ma poi ha riaperto i battenti. Tra l’autunno di quell’anno e la primavera del 2013 il “Cantiere Aperto” fa registrare numeri da record: più di 70 serate di lavoro, decine di volontari da tutta la provincia di Reggio Emilia, 300 tonnellate di terra e calcinacci rimossi con badili e carriole, 120 metri quadrati di assito storico restaurati, svariate bottiglie di lambrusco e altrettante torte.

Nel Teatro Sociale di Gualtieri i lavori e gli spettacoli si alternano ancora. Il valore complessivo delle opere realizzate viene stimato a circa 180.000 euro, a fronte di una spesa di soli 20.000 per l’acquisto di materiali. Ma non è in moneta che si può misurare il significato vero di questa impresa, in cui i nomi dei protagonisti contano meno dell’opera che hanno saputo realizzare insieme.

[per le informazioni si ringrazia Riccardo Paterlini, direttore organizzativo del Teatro Sociale di Gualtieri; per saperne di più: www.teatrosocialegualtieri.it]

 

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A cura di Vittorio Ferorelli

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