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L’aldilà su un sarcofago

Gli Etruschi del “nord” e quelli del “sud” si incontrano virtualmente

Tra gli appuntamenti espositivi attualmente aperti in regione la mostra in corso a Bologna, a Palazzo Pepoli Museo della Storia di Bologna, è certamente di particolare interesse non solo per chi sia appassionato alla storia e all’archeologia. La mostra Gli Etruschi e l’aldilà tra capolavori e realtà virtuale, che rimarrà aperta fino al 22 febbraio 2015, è una straordinaria narrazione che compone la bellezza degli oggetti e l’uso delle nuove tecnologie per proporre al pubblico di ogni età un approccio a quella civiltà che è sottesa anche agli orizzonti dell’Emilia-Romagna, e che mette a confronto gli etruschi dell’area adriatica, quelli “del nord” con quelli, per molti versi più famosi dell’Italia tirrenica, quelli “del sud”.

Anche il tema scelto che introduce alle peculiarità culturali e religiose di questo straordinario popolo, il viaggio nell’oltre tomba con i riti e le divinità legate agli inferi, ha sempre sollecitato l’immaginario collettivo e offerto spunto a differenti generi letterari; del resto, degli Etruschi molto sappiamo proprio dalle iscrizioni, dalle rappresentazioni pittoriche vascolari ma soprattutto da quelle ritrovate nelle loro tombe.

L’esposizione è frutto di un’idea congiunta di Genus Bononiae Musei nella Città, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e Museo Nazionale di Villa Giulia a Roma, implementata fortemente da Cineca con un progetto scientifico e tecnologico senza precedenti; è stata realizzata in collaborazione con l’Università di Bologna Dipartimento di Storia Culture Civiltà, il Museo Civico Archeologico di Bologna, le Soprintendenze per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e dell’Etruria Meridionale.

In questa mostra archeologia e futuro si compenetrano e propongono una lettura sfaccettata per un tema, l’aldilà, che attrae e stimola domande. Accanto ad una rigorosa parte storico-scientifica, che permette di ammirare una serie di preziosi reperti, alcuni dei quali visibili per la prima volta al di fuori del Museo di Villa Giulia, c’è una sezione che utilizza le più evolute tecnologie in ambito di realtà virtuale e i più avanzati aspetti della multimedialità. Creando così ambienti immersivi e situazioni interattive, coniugando scienza, arte ed effetti spettacolari in un perfetto equilibrio espressivo.

Desideriamo non raccontarvi la mostra, ma solo darvi alcuni spunti per non perderla. Vi segnaliamo la presenza di alcuni dei capolavori del Museo di Villa Giulia: ceramiche figurate, sculture in pietra e l’emozionante trasposizione di una Tomba dipinta di Tarquinia (la Tomba della Nave), le cui pareti affrescate sono state “strappate” dalla camera originaria e rimontate in pannelli in maniera tale da ricostruire interamente l’ambiente tombale all’interno del Museo della Storia di Bologna, per permettere ai visitatori di vivere l’esperienza di entrare in una vera tomba etrusca dipinta. Si potranno inoltre ammirare raffinati vasi attici da tombe etrusche tra cui il celebre Cratere di Euphronios, trafugato e poi restituito all’Italia dagli Stati Uniti, e due sculture in pietra da Vulci e da Cerveteri.
Accanto ai capolavori di Villa Giulia sono esposti anche materiali della Bologna etrusca e in particolare tre stele felsinee figurate. Due di vecchio rinvenimento esposte al Museo Civico Archeologico e una di recentissima scoperta, depositata presso la Soprintendenza ai Beni Archeologici dell’Emilia Romagna, che per la prima volta viene esposta al pubblico insieme al corredo della tomba cui apparteneva. Le stele felsinee, riccamente decorate con scene figurate, sono la classe di monumenti più importanti per la ricostruzione dell’ideologia funeraria della città e per la rappresentazione del viaggio del defunto verso l’Aldilà. A questi monumenti è dedicata proprio la prima sala del Museo della città, nella quale è stato ricostruito il suggestivo ambiente della necropoli di Bologna da cui essi provengono. Destinato a colpire il pubblico e a proporre un approccio del tutto nuovo con uno straordinario reperto archeologico è l’installazione del Sarcofago degli Sposi: il sarcofago virtuale

Il Sarcofago degli Sposi è il monumento-simbolo della civiltà Etrusca. Realizzato in terracotta, è un capolavoro potentissimo nella sua capacità evocativa, per la raffinata forma artistica e per il significato che riveste nell’ideologia funeraria etrusca, attraverso la raffigurazione di una coppia di coniugi, sdraiata su un letto da convivio e proposta in un aldilà raffinato e sereno. Esposto permanentemente all’interno del Museo di Villa Giulia (ne esistono al mondo solo due versioni, l’altra è presso il Louvre di Parigi), è per la prima volta oggetto di una spettacolare ricostruzione virtuale nella Sala della Cultura del Museo della Storia di Bologna, realizzata con le più avanzate tecnologie disponibili.

L'installazione è stata ideata da Giosuè Boetto Cohen, già regista del film d'animazione 3D "Apa alla scoperta di Bologna" che Genus Bononiae ha presentato nel 2011; in occasione di questa mostra il filmato è stato ampliato con l’inserimento di una scena completamente nuova. In essa l’etrusco bolognese Apa, al quale aveva dato voce Lucio Dalla passa il testimone alla cugina etrusca "del sud" Ati, che fa parlare l’attrice Sabrina Ferilli, e continua il racconto muovendo dal museo romano e raggiungendo il santuario di Veio.

Uno dei marchi di design italiano più noto nel mondo, la Italdesign Giugiaro, ha realizzato il clone del Sarcofago degli Sposi, con la supervisione diretta di Giorgetto Giugiaro e sulla base del modello digitale 3D del CINECA. Questo clone perfetto, dal peso di 154 kg, è il fulcro dell’attività didattico-formativa che i Servizi Educativi di Genus Bononiae hanno studiato ad hoc per la mostra.

Dai più giovani ai più maturi, tutti avranno un incontro privilegiato con i nostri antenati etruschi, buona visita e un saluto da Valeria Cicala

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A cura di Valeria Cicala

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