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A Bellaria un diario “sentimentale” di guerra

Una mostra rilegge la prima guerra mondiale nella testimonianza di uno scrittore, Alfredo Panzini

1914-2014: a cent’anni esatti dallo scoppio della prima guerra mondiale, il percorso espositivo della Casa Rossa, del suo “Pensatoio” e della vicina Casa Finotti a Bellaria-Igea Marina è interamente dedicatoall’anniversario della grande guerra, “commentata” per i visitatori da un illustre scrittore che ha tanto amato la nostra terra, in particolare la Romagna, ovvero Alfredo Panzini.
Panzini, nato nel 1863 e morto nel 1939, fu - senza combattere - un testimone dellaguerra. Spinto dalla curiosità e dalla vogliadi capire, Panzini scrisse un diario con cuiseguì le fasi di scoppio della guerra e di entratain guerra dell’Italia fino al momentotragico di Caporetto. Questo diario, ricchissimodi annotazioni proprie o ricavate dalconfronto con amici, intellettuali, o gentecomune, è un documento preziosissimo percapire non solo la posizione di Panzini, maanche quella di molti italiani che come lui sitrovarono pieni di dubbi e di paure di fronteallo sconvolgimento dell’intera Europa.
Come sempre, Panzini adotta la prospettiva del testimone scettico, incerto, a volte aspro, di fronte a quella che egli considera la vera causa della guerra e l’origine del male, cioèla Germania. Passandoda Milano a Bologna e da Bologna a Bellaria, Panzini interroga tutti coloro che attraversano il suo cammino e cerca di capire quale può essere la medicina con cui curare il corpo malato delle antiche nazioni europee, anche se spesso la sua ottica sembra disperata o addirittura rassegnata.

Presso la Casa Rossa e il Pensatoio la mostra Quaderni di guerra, curata da Marco Antonio Bazzocchi e Tatiana Ricci, presenta i trenta quaderni manoscritti che restano nell’Archivio Panzini e testimoniano del lungo processo di elaborazione da cui uscì il Diario sentimentale, pubblicato da Mondadori nel 1923. Sentimentale proprio perché fondato più sulle passioni che sulla ragione, più sull’impulso a ribellarsi che sulla meditazione ponderata. Al centro di questo diario c’è Renato Serra, l’amico cesenate che incarna la figura di vittima innocente (morì combattendo nei pressi di Gorizia nel 1915) , ma anche esempio di pensatore moderno.
Il percorso prosegue presso la Casa Finotti con due eventi promossi dall’Accademia Panziniana. Al piano terra, la mostra Parole di guerra, oggetti di pace, curata da Angelo Nataloni e Bruno Zama, espone oggetti nati per uso bellico (elmetti, baionette, bossoli, gavette, granate …) che al termine della Grande Guerra diventarono protagonisti nella vita civile e magari gioiosa della quotidianità, grazie all’ingegno di contadini, artigiani, massaie e ragazzini i quali si misero di impegno a riciclare ciò che la guerra aveva abbandonato sui campi di battaglia.

Al primo piano, si conclude il percorso espositivo con la mostra La guerra di carta tra informazione e propaganda, curata da Roberto Zalambani, in cui si possono leggere le edizioni straordinarie di quotidiani dedicate all’entrata in guerra e all’armistizio, volantini e opuscoli di propaganda, le cronache trionfalistiche di enormi bottini strappati al nemico ogni giorno e i celeberrimi “giornali di trincea” attraverso i quali il nemico viene ridicolizzato fino a Caporetto per far credere che la guerra che si combatteva al fronte non era poi così brutta; dopo l’ invasione, però, lo stesso nemico viene descritto feroce e sanguinario per suscitare una barriera, anche morale, al suo avanzare. L’ideazione e la realizzazione dell’intero progetto espositivo che si dipana tra la Casa Rossa, il Pensatoio e la Casa Finottiè opera dell’artista Claudio Ballestracci.
Un’occasione per riflettere sul passato e anche sul presente, con le sue troppe ferite aperte. Ulteriori informazioni sul sito www.alfredopanzini.it
Un saluto dal vostro Carlo Tovoli

MuseoLa Casa Rossadi Alfredo Panzini, Casa Finotti, Il Pensatoio
11 luglio – 14 settembre
Bellaria, Via Pisino 1
Orario:
tutti i giorni 20.30 e 22.30
Domenica chiuso

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Note

A cura di Carlo Tovoli