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A Bologna la mostra “Gradi di libertà”

Dove e come nasce la nostra possibilità di essere liberi? La risposta, tra arte e scienza,  è al MAMBo

"Sono nato per conoscerti, per nominarti, Libertà" così chiude una splendida poesia del poeta francese Paul Eluard. Del concetto di libertà ci parla una interessante mostra di arte e di scienza in corso al MAMbo di Bologna fino al 22 novembre. Ideata e prodotta dalla Fondazione Golinelli, è curata da Giovanni Carrada per la parte scientifica e da Cristiana Perrella per quella artistica.
Abbiamo incontrato Giovanni Carrada all'inaugurazione e a lui abbiamo posto la domanda cruciale (Liberi si nasce o si diventa?)

Intervista a Giovanni Carrada

Il punto di vista della scienza lo ritroviamo scandito nelle sei sezioni che articolano la mostra, con  brevi video e installazioni che ci raccontano con un linguaggio semplice le scoperte scientifiche sulla mente umana, sul nostro cervello e i suoi processi decisionali  attraverso cui  diamo prova dei nostri gradi di libertà. Scopriamo quindi che la mente è il prodotto dell'attività di due sistemi cerebrali: uno intuitivo e involontario, automatico e rapidissimo, in grado di fare quasi tutto; l'altro, invece, consapevole e riflessivo, volontario e lungimirante, ma molto più lento, in grado di fare solo una cosa alla volta. Ed è soprattutto da questo secondo "cervello" che dipendono i nostri "gradi di libertà". Inevitabilmente influenzati dalla società in cui viviamo, dai suoi riti e superstizioni, dalle nuove tecnologie che ci danno infinite possibilità ma possono distrarci e impoverire pensieri e ricordi.
Esistono analogie straordinarie fra l'impresa scientifica e l'arte. Ce lo dimostrano dodici artisti povenienti da tutte le parti del mondo, dagli Stati Uniti alla Turchia, dalla Germania al Messico, alla Cina. L'esposizione si apre con l'installazione dell'artista americana Susan Hiller: un juke box permette di scegliere tra 100 canzoni popolari di tutto il mondo che fanno appello alla libertà personale. Il messicano Dr Lakra ha realizzato un'opera effimera site specific focalizzandosi su immagini legate a superstizioni e ai culti religiosi. Continuando incontriamo le opere di McGinley, immagini di ragazzi e ragazze a contatto con incontaminati scenari naturali. Giovanissimi sono anche gli attori del video del film-maker statunitense Ryan Trecartin, nel quale emergono tutte le contraddizioni del rapporto tra adolescenti e nuove tecnologie. Nasan Tur invita il pubblico a un esercizio di libertà fornendo i suoi kit completi per lo svolgimento di azioni quali protestare, parlare in pubblico, e persino "sabotare". Chiude la mostra il progetto dell'artista Pietro Ruffo dal titolo I traditori della libertà: sei filosofi che si sono occupati del concetto di libertà sono ritratti a matita con i volti invasi da libellule intagliate su carta. Questi e gli altri artisti sono stati selezionati da Cristiana Perrella a cui abbiamo chiesto di descriverci una delle opere in mostra

Intervista a Cristiana Perrella

La mostra è anche un omaggio alla città Bologna, in quanto eccezionalmente espone uno dei documenti più importanti dell'Archivio di Stato: il Liber Paradisus con  il testo di legge emesso nel 1257 dal Comune per proclamare l'abolizione della schiavitù e la liberazione dei servi della gleba. Tutte le informazioni su orari visite e i tanti appuntamenti intorno alla mostra sul sito www.artescienzaeconoscenza.it e  www.mambo-bologna.org

Un saluto da Carlo Tovoli e viva la libertà!

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A cura di Carlo Tovoli

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