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A Bologna le regole del corpo

All'Accademia di Belle Arti un'indagine sul corpo umano tra arte e scienza, dal 700 all'oggi

Cari ascoltatori, oggi vi porto all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove fino al 30 giugno è possibile visitare, nell'Aula Magna, la mostra Le regole del corpo. Norma e Arbitrio. Si tratta di un viaggio davvero suggestivo tra passato e presente che comprende disegni e stampe antiche, tavole anatomiche, libri d'arte e statue ispirate alla classicità, fino all'oggi con la video arte. Si parte dal secolo del Lumi con artisti  e anatomisti formatisi all'Accademia Clementina sotto l'impulso innovatore di Luigi Ferdinando Marsili, fino alle modernissime indagini e rappresentazioni del corpo nei nuovi media.

Ne parliamo con Valeria Roncuzzi, curatrice della mostra  insieme a Piero Deggiovanni e Camilla Roversi Monaco

Intervista a Valeria Roncuzzi

Le splendide opere grafiche, i libri d'arte e i calchi di statue che incontriamo durante la visita ci riportano infatti  alle origini dell'Accademia e alla figura di Luigi Ferdinando Marsili, illuminista, convinto sostenitore del metodo sperimentale, che fece nascere a Bologna  l'Accademia de' Pittori, Scultori e Architetti. Per l'insegnamento vennero da subito messi a diposizione diversi strumenti didattici, da libri d'arte ai calchi di statue antiche (Il Laocoonte, Il Torso Belvedere, l'Apollo, il Discobolo), acquisite dal Marsili per diffondere la conoscenza classica e permetterne la riproduzione grafica. Sul versante anatomico  è da ricordare l'influenza di Ercole Lelli, singolare figura di artista e anatomista, e dei suoi famosissimi “Spellati”, studiati, riprodotti e copiati da generazioni di allievi dell'Accademia. Anche i manuali di medicina si servono di artisti e allievi dell'Accademia per le raffigurazioni. E in mostra ne vediamo alcuni esemplari provenienti dalla sua Biblioteca Storica. Alcuni dei disegni, provenienti dal gabinetto dei Disegni e delle stampe, sono quelli premiati dall'Accademia tra Sette e Ottocento, con nomi importanti che vanno da Ercole Lelli a Pelagio Palagi. Ricordiamo anche che diverse opere in mostra sono state restaurate per l'occasione dagli allievi della Scuola di restauro dell'Accademia.
E arriviamo così all'oggi. Un settore della mostra è interamente dedicato alla video arte. Non c'è da stupirsi: fino alle prime sperimentazioni, negli anni Sessanta, la video arte  si interessa al corpo e al suo movimento. Descrive prima  il corpo come è, fino ad indicare, nelle opere più recenti, il corpo per come potrebbe diventare. E allora il corpo diventa allegoria, simbolo. Tra le tante opere proposte ci soffermiamo, ad esempio,  su una video performance realizzata dal duo artistico  Francesca Leoni e Davide Mastrangelo. Il titolo è “Androgynous”, ovvero l'immagine della perfezione e dell'autosufficienza amorosa descritta da Platone nel Simposio. Il video ci mostra una donna e un uomo uniti per le terga che cercano di separarsi. La loro unione è inutile, il loro agire è scomposto. La separazione è drammatica e forse anch'essa non risolutiva. Ormai due e non più uno, ma ancora incapaci di comunicare. Una versione “disillusa” del mito, figlia della nostra contemporaneità. Per vedere gli altri video, o assistere ai tanti appuntamenti organizzati intorno alla mostra, sempre a ingresso libero, è utile consultare il sito www.ababo.it.

Un saluto da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli