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5 Luglio 2013 | Mostre

Dedicato a ZA

A Reggio Emilia una mostra e libro parlano di Cesare Zavattini

A cura di Valeria Cicala

5 luglio 2013

Cesare Zavattini, nato a Luzzara (Reggio Emilia) nel 1902 e morto a Roma nel 1989, è nella cultura italiana del secolo scorso una delle personalità che meglio ha interpretato la ricchezza di idee, la versatilità e lo spirito curioso che hanno attraversato il paese, producendo esiti di altissimo livello nelle più diverse discipline.

Forse meno noto ai più giovani, Zavattini esercitò la sua prodigiosa intelligenza con risultati sempre di altissimo livello in più ambiti, riuscendo ad armonizzare e a realizzare con la stessa passione e profonda onestà intellettuale professioni e mestieri diversi, ma sempre riconducibili alla creatività e a una sensibilità sociale e umana di raro spessore.

Non si può considerare solamente scrittore e uomo di cinema (soggettista, sceneggiatore), attività per le quali è più conosciuto, ma anche poeta, giornalista e critico letterario, organizzatore culturale, redattore e direttore (oltre che fondatore) di giornali e riviste, commediografo, pittore. Come pure cultore d’arte (collezionista, raccoglitore di libri d’arte e d’artista, critico d’arte) e molto altro ancora.
Grazie alla generosa disponibilità dei suoi figli, Arturo e Marco, il Comune di Reggio Emilia ha acquisito l’Archivio di Cesare Zavattini, lo scorso anno, e per rendere omaggio allo straordinario “Za”, la Biblioteca Panizzi espone una parte delle migliaia di documenti di cui si compone il fondo archivistico, di eccezionale valore artistico, civile e culturale. La mostra, dal titolo “Cesare Zavattini: l’itinerario artistico di un travolgente autore attraverso i documenti del suo archivio”, è stata inaugurata il 22 giugno e rimarrà aperta al pubblico fino al 31 agosto 2013.

Un modo efficace, questo percorso, di riproporre e far conoscere l’itinerario artistico e intellettuale di questa straordinaria figura del novecento, che ha spaziato dalla scrittura all’immagine, dalla pellicola alla radio, come pure al video o al fumetto. Ha sperimentato, sempre con successo, tutti gli ambiti della cultura e della comunicazione con novità di approccio, con sguardo trasversale, con una rara attenzione alla quotidianità che rivela la sua anima di poeta.
All’esposizione si coniuga “Un prorompente archivio” il volume con il quale l’Istituto per i beni culturali manifesta, ancora una volta, il profondo interesse alla figura e all’opera di Zavattini.

Uscito per i tipi dell’Editrice Compositori, il libro è curato da Giorgio Boccolari e Orlando Piraccini, e si aggiunge a un altro realizzato sempre dall’IBC nella propria collana “Immagini e Documenti”, intitolato Cesare Zavattini e la pittura.
Nel sommario del nuovo testo figurano contributi di Giovanni Catellani, Angelo Varni, Giordano Gasaparini, Guido Conti, Gualtiero De Santi, Valentina Fortichiari, Luciano Tamagnini, oltre che degli stessi Boccolari e Piraccini.

In evidenza le “dediche” a “ZA” scritte appositamente per il libro da Stefano Benni, Umberto Eco, Gianni Berengo Gardin, Emir Kusturica, Ken Loach e Daniele Segre, che s’aggiungono a testimonianze precedenti di Enzo Biagi, Alessandro Blasetti, Truman Capote, René Clair, Vittorio De Sica, Gabriel García Márquez, Diego Rivera. Belle le fotografie di Arturo Zavattini ora conservate nell’archivio reggiano.
Cesare Zavattini ha regalato a tutti grandi emozioni, favole e sogni che hanno aiutato a crescere in una stagione che aveva certamente una grande voglia di rendere realtà situazioni oniriche e fiabe, forse percorrendo il suo archivio, rileggendo o riguardando la sua opera ritroveremo un po’ di quello spirito.

Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it

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