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Fantastico Appennino

Un dialogo tra arte, fotografia e paesaggio nel territorio di Grizzana, da Casa Morandi alla Rocchetta Mattei

L’Estate è forse il momento giusto per visitare l’Appennino bolognese, magari al pomeriggio, quando il cielo si tinge di arancio e il suono delle cicale è via via sostituito da quello più “gentile” dei grilli. E’ allora che il sito più visitato di quell’angolo di Emilia ai confini con la Toscana ti lascia senza fiato. Stiamo parlando della Rocchetta Mattei, che dalla riapertura al pubblico nell’agosto 2015 ha abbondantemente superato i 70.000 visitatori. Non c’è da stupirsi: è nel nostro immaginario da sempre, da bravi figli di Walt Disney. Se il modello del castello di Cenerentola, per intenderci, quello che troviamo a Eurodisney, ricalca quello voluto dal principe Ludwig di Baviera, dobbiamo sapere che la “nostra” Rocchetta precede questa costruzione di circa vent’anni e che Ludwig stesso conobbe il Conte Mattei e vide la “sua” fantastica costruzione architettonica. Ma l’incanto della Rocchetta Mattei non finisce qui,  soprattutto quando le sue tante sale si aprono al dialogo con l’arte contemporanea. Sedici artisti dei nostri giorni, capitanati da uno dei più visionari ed eclettici artisti del Novecento, Alberto Savinio, danno vita ad un itinerario “magico” di suoni, immagini, allusioni e simboli, creato in sintonia non solo con gli ambienti fatti realizzare dal Conte, ma anche con i suoi studi e le sue pratiche terapeutiche (ricordiamo che fu l’inventore dell’elettromeopatia, e per questo divenne famoso in tutto il mondo, dall’Europa all’India, alla Russia). Parliamo della mostra, non a caso intitolata “Stanze della meraviglia” e aperta fino al 30 ottobre, con Eleonora Frattarolo, che ne ha curato la direzione artistica

Intervista a Eleonora Frattarolo

Come avete sentito,  altre due mostre arricchiscono il programma culturale di Grizzana, e in due luoghi di eccezione, ovvero casa Morandi e i vicini Fienili del Campiaro, a pochi passi dal centro del paese. La prima ci racconta dell’incontro tra Luigi Ghirri e i “luoghi” di Morandi, quelli più intimi, ovvero lo studio di Via Fondazza a Bologna e quello di Grizzana. Ghirri si sentiva particolarmente affine a Morandi, nello studio bolognese del pittore realizzò uno dei suoi rarissimi autoscatti. Siamo a cavallo tra il 1989 e il 1990 e questo sarà il lavoro più importante prima della morte, avvenuta a soli 49 anni. 37 scatti di quel progetto, con alcuni inediti prestati dagli eredi, sono ora visibili nella mostra “Ghirri incontra Morandi”, aperta fino al 30 settembre. Ai Fienili troviamo, sempre fino al 30 settembre, anche l’ultima sorpresa in programma, ovvero 33 fotografie del territorio di Grizzana e dintorni firmate Luigi Fantini. Furono realizzate nel dopoguerra da questo fotografo autodidatta, grande speleologo, che si spostava in bicicletta per le valli e le strade dell’Appennino a ritrarre l’antica grazia dell’architettura rurale, che come per magia, ci fa scoprire un medioevo che è arrivato fino a noi relativamente intatto, e che in fondo potrebbe insegnare qualcosa anche alle grandi firme dell’architettura di oggi.  Abbiamo parlato delle due mostre con Luciano Leonotti, fotografo e curatore dei due eventi espositivi

Intervista a Luciano Leonotti

Esotismo, fantastico, incanto, memoria: tutto questo a pochi chilometri da Bologna. Tutte le informazioni sul sito www.comune.grizzanamorandi.bo.it

Buonissima estate da Carlo Tovoli e a risentirci a settembre!

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A cura di Carlo Tovoli