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Gino Severini a Mamiano di Traversetolo

Alla Fondazione Magnani Rocca  retrospettiva sull’artista toscano con oltre cento opere, a cinquant’anni dalla morte

Cari ascoltatori,
basterebbe quell’opera a ricordare il legame tra la collezione di capolavori della Fondazione Magnani Rocca e la monografica dedicata fino al 3 luglio a Gino Severini, con oltre 100 lavori di cui ben 25 inediti in Italia. Sto parlando della splendida Danseuse articulée realizzata da Severini nel 1915 per fare divertire la primogenita Gina. Si tratta di un assoluto capolavoro futurista: era possibile “animare” la ballerina tirando dei fili uniti a delle applicazioni in cartoncino colorato, facendola danzare su uno sfondo popolato da dame eleganti e musicisti disarticolati così come vuole la lezione futurista. L’originale “marionetta” realizzata da Severini approdò nel 1939 nella collezione del professor Luigi Magnani, prima a Roma e poi nella villa di Mamiano di Traversetolo, dove ancora oggi è custodita insieme a un’altra opera di Severini, la “Natura morta con strumenti musicali” degli anni Quaranta.


A cinquant’anni dalla morte dell’artista, avvenuta a Parigi il 26 febbraio 1966, con la mostra “Severini. L’emozione e la regola”, a cura di Daniela Fonti e Stefano Roffi, la Fondazione Magnani Rocca intende celebrare l’intero percorso dell’artista allievo di Giacomo Balla, dall’adesione alle avanguardie,  futurismo e cubismo,  per ritornare al classico, alla ricerca di un equilibrio di armonie che caratterizzerà le stagioni successive. Un tema gli è caro fin dai primi anni Venti, quello delle maschere, della Commedia dell’Arte, forse affascinato da visioni di commedianti di strada avute in gioventù, a Cortona, sua città natale. Lo sviluppa in diverse forme, anche attraverso la grande decorazione murale. Un esempio è la decorazione del salottino delle Maschere del castello di Montegufoni, in Toscana, realizzato tra il 1921 e il 1922 e di cui sono esposti alcuni studi preparatori. Ma nelle sei sezioni della mostra trovate tutti i grandi temi cari all’artista, dal ritratto alla danza, dalla natura morta al paesaggio, fino al libro d’artista,  il suo “Fleurs et masques” del 1930, uno dei libri d’artista più ammirati di tutto il Novecento con  nature morte, rovine, maschere e miti classici.
Non perdetevi dunque tutte le stagioni di Gino Severini nella Villa dei Capolavori che già di per sé vale il viaggio. Tutte le informazioni sul sito:
http://www.magnanirocca.it/

Un saluto da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli

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