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Manzù e Marino: gli ultimi moderni

Alla Fondazione Magnani Rocca protagonista è la grande scultura italiana. Fino all'8 dicembre

La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo, vicino a Parma, apre le porte alla grande scultura italiana del Novecento. Accanto alle opere marmoree dei grandi scultori italiani dell'Ottocento, quali Antonio Canova e Lorenzo Bartolini, della collezione permanente, si espongono fino all'8 dicembre i lavori di Giacomo Manzù e Marino Marini, campioni indiscussi dell'arte italiana del dopoguerra.
Una selezione di circa novanta fra sculture, anche gigantesche, dipinti e lavori grafici realizzati dai due artisti negli anni tra il 1945 e il 1970 che documentano una fiduciosa apertura verso le molteplici lingue della modernità e la capacità dimostrata nell’incontrare il gusto di un colto e sofisticato mercato internazionale.

La vita e l’originale percorso artistico di Manzù e Marino sembrano a tratti rincorrersi e scorrere paralleli. Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980) si iscrive nel 1917 all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove frequenta i corsi di pittura e di scultura. Giacomo Manzù (Bergamo 1908 – Roma 1991), al contrario, non può vantare un’educazione accademica; figlio di un calzolaio, egli si forma all’interno delle botteghe bergamasche specializzate nell’intaglio e nella doratura.
Tra la fine degli anni venti e l’inizio dei trenta entrambi si trasferiscono a Milano, dove ha inizio una stagione  di ricerca che, nel giro di pochi anni, imporrà il loro lavoro nel contesto artistico nazionale. Nel 1935 Marino si aggiudica il premio di scultura alla II Quadriennale d’Arte Nazionale di Roma; all’edizione successiva dell’esposizione, nel 1939, il premio di scultura è assegnato a Manzù. La carriera dei due artisti prosegue con intensità lungo gli anni quaranta e alle mostre si succedono nuovi riconoscimenti. Nel 1948 Manzù allestisce una sala personale alla Biennale di Venezia e si aggiudica il premio per il miglior scultore italiano assegnato dal Comune di Venezia; nel 1952 il medesimo premio è assegnato a Marino.

È all’indomani di questi riconoscimenti che per i due scultori si inaugura la fase di maggior impegno sul fronte internazionale: le loro opere figurano nelle più importanti esposizioni allestite in Gran Bretagna, Francia, Germania e Stati Uniti e, mentre dagli anni cinquanta l’attività di Marino si sposta principalmente all’estero, Manzù inizia a lavorare alla realizzazione della Porta della Morte per la Basilica di San Pietro, la cui inaugurazione, nel 1964, segna il punto di massima popolarità raggiunto dall’artista.

Il percorso in mostra si apre con due opere emblematiche, il Grande ritratto di signora di Manzù e il Cavaliere di Marino - la prima del 1946, la seconda del 1945 - provenienti da collezioni private.
Seguono grandi bronzi, rilievi, dipinti e lavori grafici, in una successione che tiene conto dei temi maggiormente praticati da entrambi nei decenni presi in esame. Oltre al tema della danza che accomuna i due artisti, oltre ai celeberrimi Cardinali di Manzù e ai Cavalli con Cavaliere di Marino, una speciale attenzione viene dedicata ai ritratti; non soltanto per sottolineare l’interesse che entrambi nutrirono nei confronti di questo genere artistico, ma anche per fornire una chiave di lettura della loro personalità attraverso i nomi degli artisti, dei galleristi, dei collezionisti e delle personalità che ne sostennero e accompagnarono l’attività lungo gli anni cinquanta e sessanta, quali papa Giovanni XXIII, Igor Stravinskij, Marc Chagall, Kokoschka, John Huston, persino il celebre cardiochirurgo Barnard.
Un'occasione unica per rileggere "dal vero" le pagine di un capitolo importante di storia dell'arte con opere mostrate al pubblico per la prima volta. Tutte le informazioni sul sito www.magnanirocca.it 
Un saluto dal vostro Carlo Tovoli

MANZÙ / MARINO. Gli ultimi moderni
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Dal 13 settembre all’8 dicembre 2014
Mostra e Catalogo (Silvana Editoriale) a cura di Laura D’Angelo e Stefano Roffi
Orario: dal martedì al venerdì continuato 10-18 – sabato, domenica e festivi continuato 10-19.
Lunedì chiuso, aperto lunedì 8 dicembre.
Ingresso: € 9,00 valido anche per le raccolte permanenti - € 5,00 per le scuole.
Informazioni e prenotazioni gruppi: tel. 0521 848327 / 848148 Fax 0521 848337
info@magnanirocca.it
www.magnanirocca.it

 

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A cura di Carlo Tovoli

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