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Mika Rottenberg, magie e incubi dalla realtà

Al MAMbo la prima personale dell’artista in Italia

Cari ascoltatori,

oggi siamo a Bologna per la prima personale in Italia di un’artista cosmopolita di origine argentina, poi vissuta in Israele e oggi di base a New York. Si tratta di Mika Rottenberg, classe 1976, le cui opere sono presenti in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, che approda al MAMbo con 11 delle sue più recenti produzioni, tre delle quali realizzate proprio per l’allestimento bolognese. La sua ricerca da anni metti in evidenza temi come le diseguaglianze causate dall’attuale modello economico neoliberale. L’analisi delle dinamiche del lavoro in una società ipercapitalistica è condotta attraverso le lenti dell’umorismo e dell’assurdo, con esiti davvero inquietanti. La cornice del MAMbo, ex Forno del Pane della città, si rivela in questo caso particolarmente efficace. Dell’artista e del suo rapporto con il MAMbo ce ne parla Lorenzo Balbi, direttore del museo e curatore della mostra.

Intervento di Lorenzo Balbi

Tra le installazioni, nel foyer del Museo, troviamo “Tropical Breeze” del 2004, un’assurda catena di montaggio per la produzione di fazzoletti di carta al limone. La fragranza – diciamo così -  è il prodotto del sudore di una bodybuilder. Ritroviamo poi “NoNoseknows”, proposto anche alla Biennale di Venezia del 2015 e filmato in Cina nel luogo di produzione delle perle. Due gli scenari, da un lato il lavoro meccanico di donne che innestano e aprono le conchiglie, dall’altro una donna che produce meccanicamente, attraverso lo starnuto, piatti precotti che non vengono mangiati. Lo “starnuto” torna anche in “Sneeze” del 2012. Qui è un uomo che starnutendo fa uscire dal naso, in modo meccanico, conigli, bistecche, lampadine. Queste ultime ritornano nel video wall allestito nel soffitto all’ingresso della mostra: una mano meccanicamente rompe lampadine colorate su una superficie trasparente. Colpisce anche l’ampio spazio vuoto della Sala delle Ciminiere, dove cercare tre presenze: un dito che ruota, capelli riuniti in una coda di cavallo che si agitano in modo meccanico e ipnotico, una bocca fumente in silicone. Al suo interno si intravede, avvicinandosi, un video surreale. Altre installazioni ci obbligano a chinarci, ad alzare o abbassare lo sguardo, a seguire una storia. Prendevi tutto il tempo per divertirvi e rifletterci sopra. La mostra è aperta fino al 19 maggio 2019. Tutte le informazioni sul sito www.mambo-bologna.org

Un saluto da Carlo Tovoli

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A cura di Carlo Tovoli

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