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A Modena le Allegrezze Barocche

Alla Biblioteca Estense rivivono le grandi feste e a gloria degli Este

Cari ascoltatori siamo a Modena, alla Biblioteca Estense, per raccontarvi di una mostra, in corso fino al 18 luglio, che, attraverso volumi, disegni e incisioni,  ci fa rivivere l’età barocca della dinastia estense secondo un’ottica particolare e di grande suggestione, quella delle fastose celebrazioni pubbliche che accompagnarono un’epoca, tra Seicento e Settecento, feste talmente imponenti e spettacolari da destare stupore in tutte le  altre corti italiane ed europee.

E’ con Francesco I d’Este, duca di Modena e Reggio, che si compie la trasformazione della città e della sua vita culturale, con il contributo di grandi architetti e artisti, nel solco della tradizione ferrarese.  Per riproporre i fasti della perduta capitale si avvia la costruzione del Palazzo Ducale e ci si affida all’architetto e scenografo Gaspare Vigarani, in qualità di “ingegnere ducale e sovrintendente alle fabbriche ducali”. Vigarani realizza anche  la “prospettiva nuova “ dei giardini ducali, pensata proprio per essere una delle scene di eventi, feste e giostre organizzati con grande sfarzo e magnificienza per la gloria della casata, in occasione di ricorrenze dinastiche e visite illustri. Fonte di ispirazione è un opera del 1638 di Nicola Sabbatini, architetto e scenografo teatrale, che ebbe grande influenza nel diciasettesimo secolo per il suo pionierismo e le idee innovative. Il volume, visibile in mostra, tratta, in modo semplice e pratico, degli ambienti, delle scene, dei dispositivi e meccanismi da utilizzare per creare effetti visivi e sonori, tra cui il mare, le nubi, il temporale, il tuono, i lampi, il fuoco. E leggendari furono i tornei a cavallo e le feste d’armi voluti da Francesco I, con macchine pirotecniche, voli, musiche giostre e balletti, sotto la direzione di Vigarani, che ebbe anche il compito di organizzare le esequie del duca, nella chiesa di Sant’Agostino il 2 aprile 1659, con il più imponente apparato funerario mai visto in città.
Gli succede Alfonso IV d’Este che celebra la nascita del figlio Francesco nella piazza antistante il palazzo ducale con una nuova specie di “festa d’armi”, o meglio una “cavalleria”, un misto di recitazione, musica, coreografie e arti marziali con un tema principale, la vittoria della virtù sul vizio.  In mostra una cronaca propone un ricco corredo di illustrazioni  del teatro effimero e  degli apparati della festa: macchine, carri, movimenti degli scontri d’armi e balletti. Il principino diviene duca di Modena e Reggio a soli 14 anni col nome di Francesco II d’Este. Grande amante della musica, incoraggia gli artisti locali e non, facendo di Modena un centro musicale di prim’ordine, con una notevole e varia produzione. Tra i compositori esterni alla corte, Francesco mostrò un interesse particolare per Alessandro Stradella, uno dei principali autori barocchi, che ebbe tra i committenti anche la regina Cristina di Svezia.

Il successore di Francesco II fu l’ultimogenito di Francesco I, il cardinale Rinaldo, che rinunciò alla porpora per divenire duca di Modena e Reggio. Le sue nozze con Carlotta Felicita di Brunswick, imparentata con le più importanti casate tedesche, furono salutate con una grandiosa “machina da fuochi di gioia” nella piazza grande. E, di nuovo, alla nascita del figlio, il futuro Francesco III, organizzò solenni festeggiamenti che iniziarono il 16 febbraio 1700, con l’arrivo a Modena dei principi di Parma, e si protrassero fino al 22 febbraio. In particolare la festa d’armi, che si tenne il 22 febbraio nella piazza antistante il Palazzo Ducale, fu uno spettacolo di altissimo livello, la cui fama varcò i confini dello stato estense.  La mostra si chiude con la memoria del grande ballo organizzato nel gran salone del palazzo ducale per il battesimo di Francesco III, a cui seguì un balletto al Teatro Fontanelli, con lodi al principino rappresentato come piccolo Ercole. Con queste celebrazioni che inaugurano il diciottesimo secolo si chiude l’epoca delle grandi feste all’aperto, sempre meno praticate nel corso del Settecento. Delle “allegrezze barocche estensi ” resta la gloria, ben raccontata in questa interessantissima mostra.

Tutte le informazioni sul sito: http://bibliotecaestense.beniculturali.it/

Un saluto da Carlo Tovoli

 

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A cura  di Carlo Tovoli