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A Modena Figurine di fine secolo

Al Museo della Figurina in immagini e video i gusti e le tendenze degli anni 80/90

"Che cosa resterà di questi anni Ottanta?" si chiedeva il cantante Raf in una melodia in voga nel 1989. Per chi li ha vissuti da pre-adolescente certamente è il ricordo di meravigliosi cartoni animati  giapponesi che tutti aspettavamo con ansia all'imbrunire, verso le 16, nell'ora che la tv dedicava ai ragazzi. Capitan Harlock, Mazinga, Ufo Robot, Candy Candy: bambini e bambine o, meglio, ragazzini e ragazzine volevano impossessarsi dei loro eroi e delle loro eroine, giocarci insieme, avere le loro immagini riprodotte sulle pareti in camera. E partiva la battaglia del "ce l'ho, ce l'ho, mi manca" legata al magico mondo delle figurine. 

Protagonisti assoluti dell'editoria delle figurine negli ultimi due decenni di fine XX secolo sono infatti gli “anime”, i cartoni animati giapponesi, spesso trasposizione televisiva di famosi “manga”.
Ce lo racconta una mostra, a cura di Francesca Fontana, Thelma Gramolelli e Andrea Ligabue,  in corso al Museo della Figurina di Modena fino al 13 luglio, che raccoglie più di 50 album, oltre 300 figurine e card, bustine, video musicali e spot di quel periodo.
"Kiss me Licia”, “Mazinga”, “Il tulipano nero”,  “Occhi di gatto”, “I Transformers”, per fare solo qualche esempio, sono stati compagni dei pomeriggi di bambini e adolescenti, ora adulti. E anche oggetto di censura: quei cartoni sono stati criticati aspramente da esperti di pedagogia, genitori e opinionisti vari. Oggi, fortunatamente, nuovi studi riconoscono loro un posto importante nel cinema d’animazione internazionale. 

Negli anni Novanta accanto agli “anime” compaiono gli album sui cartoni statunitensi come “I Simpson” o “Tom & Jerry” , per arrivare a  “Il Re Leone” o “La Sirenetta”, simboli del “Rinascimento Disney”.
Le figurine, in quegli anni, si avvicinano sempre di più al cinema: le scene più significative dei film, soprattutto di Hollywood – ma anche di telefilm come “Saranno famosi” o “Star Trek” – sono immortalate in piccole immagini. Ne sono un esempio “Flashdance”, “Indiana Jones”, “I Gremlins” e "Jurassic Park", insieme a “Dune”, “Guerre stellari” e “Ritorno al futuro”.
Continuano a essere pubblicati gli album sui campionati di calcio e sui Mondiali e nel 1980, per la prima volta, gli Europei diventano figurine. Trovano spazio anche fenomeni come il wrestling, sport-spettacolo che alla fine degli anni Novanta rivive la fase di grande popolarità del decennio precedente.

In Italia e nel mondo si moltiplicano le collezioni musicali dedicate a gruppi e artisti famosissimi come Madonna, Cyndi Lauper, i Rolling Stones, Prince, i Police, Miguel Bosé . Fino ad arrivare al successo di boy band e girl group come le Spice Girls o i Take That, a cui vennero dedicati, negli anni Novanta, interi album. Pure la moda trova spazio tra le figurine, così come le tendenze dei "paninari", sottocultura giovanile che oggi fa sorridere, il cui fine era essere alla moda e griffati.


Anche le "Card" sono presenti in mostra. Al pari delle figurine, le card sono seriali e collezionabili,  ma nascono anche per essere utilizzate in giochi di società specifici. “Magic: l'Adunanza” divenne nel 1983 un fenomeno di massa e aprì la strada alla creazione di altri giochi come “Il Signore degli Anelli” e “Star Wars”, tutte card esposte in mostra.
E allora entriamo al Museo e viaggiamo nel tempo, magari in compagnia delle nuove leve. Il divertimento è assicurato!!
Un saluto dal vostro inviato a Modena Carlo Tovoli

Info:
80-90. Televisione, musica e sport in figurina
Museo della Figurina di Modena
Palazzo Santa Margherita
corso Canalgrande 103

orari:
da mercoledì a venerdì dalle 10.30 alle 13 e dalle 15 alle 18;
sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 19; lunedì e martedì chiuso.
ingresso libero
Fino al 13 luglio
Tel. 059 2032919
www.comune.modena.it/museofigurina

Note

A cura di Carlo Tovoli

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