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A Modena l'invasione dei robot

Al Museo della Figurina protagonisti i robot, da Chiodino a Goldrake. Fino al 17 luglio

Cari ascoltatori,
qualcuno di noi c’era quel 4 aprile 1978 quando la “fatina” Maria Giovanna Elmi, alle 19:10 esatte, annunciò la messa in onda del primo episodio di UFO ROBOT. Fu un successo enorme. I figli dell’immaginario Disney diventano all’improvviso i fan di un nuovo modello estetico e narrativo che arriva dal Sol Levante, non senza la levata di scudi degli studiosi di pedagogia, degli opinionisti e dei genitori, a denunciarne la troppa violenza che, a guardarla oggi, fa quasi sorridere.
Si tratta dei cartoons giapponesi (o meglio anime, come è corretto chiamarli) che incollano alla TV bambini e ragazzi.  Nel corso di pochi anni non solo i palinsesti televisivi, ma anche le camere, gli zaini e i quaderni si riempiono di “robottoni” colorati e giganti. Con gli anni Ottanta siamo nel pieno dell’età dell’oro dei robot.  La parola deriva dallo slavo antico “robota”, il servo che fa il lavoro pesante.  Goldrake, Mazinga, Jeeg Robot d’Acciao sono enormi automi più o meno antropomorfi guidati dall’uomo per salvare il mondo dal Male. E’ incredibile a pensarci oggi quanto l’universo narrativo immaginato dagli autori giapponesi abbia dilagato fino ad oggi . Basti ricordare il  grandissimo Go Nagai, papà di Goldrake e Mazinga, protagonista assoluto pochi giorni fa di “Romics” la rassegna romana dedicata al fumetto.

A inizi anni Ottanta le edicole sono invase dalle figurine dei nuovi supereroi e pochi anni dopo è la volta delle videocassette, con l’esplodere del genere nel mercato home video. Ritroviamo quegli album, quelle figurine in mostra a Modena. Accanto alle epiche battaglie dei robot spaziali si fanno largo  anche altri personaggi, sempre made in Japan, che diverranno presto i beniamini di tutti noi che abbiamo superato gli “anta”: Heidi, Anna dai Capelli Rossi, Mimì Ayuara, Candy Candy, e tanti altri. Ma ritorniamo ai nostri adorati robot:  una grande vetrina orizzontale con i materiali d’archivio del Museo della Figurina racconta ai visitatori la loro storia attraverso figurine, album, fogli di stampa e giornalini per ragazzi. Si va dalle illustrazioni de  “La guerra dei mondi” del 1949, all’automa di “Metropolis” immortalato all’interno di un album tedesco dedicato al film muto, a una riscoperta,  Chiodino, personaggio dei fumetti diventato famosissimo tra i piccoli lettori degli anni Cinquanta.
Esposti anche due pezzi rarissimi: due plance di figurine Panini che ospitano, in un unico foglio, l’intero album di figurine di Danguard e Jeeg robot.
Il focus sui robot è accompagnato dall’allestimento di una serie di giochi da tavolo e miniature a tema robotico, tutti provenienti dalla collezione privata di Andrea e Francesco Ligabue. Al centro della sala ci guarda un “Gundam” alto un metro e mezzo.  Quanto sarebbe stato bello averlo come compagno di giochi! E allora vai, distruggi il male, vai…

Tutte le informazioni sul sito www.museodellafigurina.it

Un saluto divertito e speciale da Carlo Tovoli!
 

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A cura di Carlo Tovoli

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