Salta al contenuto principale Salta alla mappa del sito a fondo pagina

La piazza racconta

A Reggio una mostra per scoprire la città antica

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, la nostra radio vi aveva già informato sulla serie di iniziative relative al progetto “2200 anni lungo la Via Emilia” promosso dai tre Comuni di Modena, Reggio Emilia e Parma, dalle Soprintendenza Archeologia di Bologna e di Parma, dal Segretariato Regionale Beni, Attività culturali e Turismo, e dalla Regione Emilia – Romagna.

Oggi entriamo nel vivo degli eventi proponendovi la mostra, recentemente inaugurata a Reggio Emilia, al Palazzo dei Musei, Lo scavo in piazza. Una casa, una strada, una città” a cura di Marco Podini con in collaborazione con Georgia Cantoni, Anna Losi, Roberto Macellari e Giada Pellegrini, che rimarrà aperta fino ai primi di settembre e che ha degli antecedenti abbastanza interessanti.

Infatti, come spesso accade nel nostro territorio denso di tesori sommersi e di stratigrafie sorprendenti, la realizzazione di un parcheggio interrato in Piazza della Vittoria a Reggio Emilia ha dato vita a un lungo e complesso scavo archeologico condotto fra il novembre 2014 e il marzo 2016 sotto la direzione scientifica dell’allora Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna (ora Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara). Ne è emerso un ricco e articolato quadro d’insieme della storia di Reggio Emilia e sono state messe in luce le trasformazioni avvenute, nel tempo e nello spazio, nel settore nord-occidentale della città. La rilevanza dei dati, dei reperti rinvenuti e dei contesti archeologici indagati, ha suggerito di procedere alla realizzazione di un’esposizione che presentasse al grande pubblico i risultati delle scoperte effettuate.

E’ nata così la mostra “Lo scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città” per raccontare la storia e le trasformazioni di un quartiere urbano; in virtù dell’estensione e della profondità degli scavi effettuati, è stato possibile esaminare un intervallo temporale molto esteso che va dalle origini tardo-repubblicane del piccolo centro romano di Forum Lepidi alla costruzione, nel 1339, della Cittadella, sorta per volontà di Luigi Gonzaga e che modificò radicalmente la forma urbis basso-medievale, configurandosi come elemento di cesura definitivo rispetto all’espansione della città in direzione nord-ovest.

Oltre all’esposizione di materiali inediti, accuratamente restaurati, ciò che è più interessante è la nuova interpretazione sulla funzione assai mutevole dell’area dall’età tardo-repubblicana (in cui essa sembra caratterizzarsi in senso produttivo) a quella proto-imperiale (quando il quartiere diviene a tutti gli effetti un’area residenziale).

Il tema-guida della mostra, presente in tutte le sezioni dell’esposizione, è costituito dalla cosiddetta “via obliqua”, un asse viario di origini romane. Questa strada, archeologicamente documentata anche in tempi recenti (ad esempio negli scantinati di Palazzo Busetti da cui proviene anche la lucerna a disco decorata con il gruppo di Chirone e Achille, simbolo della mostra), partiva direttamente dalla via Emilia, assumendo una funzione urbanistica decisiva in tutta l’area nord-occidentale della città.

Il nucleo centrale della mostra è rappresentato dall’esposizione del rinvenimento più importante in termini architettonici, i resti di una domus romana emersi nel settore sud-orientale dell’odierno parcheggio. Nonostante il modesto stato di conservazione -dovuto alle consistenti spoliazioni subite e agli interventi di demolizione e rifunzionalizzazione cui andò incontro l’area nel corso del tempo- è stato comunque possibile ricostruire una parte significativa della planimetria della casa romana. I resti di pavimentazione rinvenuti sono stati strappati in corso di scavo e successivamente restaurati.

Il percorso si snoda, sulla base dei ritrovamenti, attraverso i vari ambiti temporali: età repubblicana, età imperiale, età tardo-antica e alto-medievale, età medievale e moderna.
I reperti, oltre che da agili testi, sono descritti dalla viva voce di restauratori, conservatori del museo e curatore degli scavi grazie ad alcuni video: questi racconti sono accompagnati da immagini tridimensionali e foto che permettono una facile comprensione delle scoperte indotte dagli scavi.

Un tuffo nel passato per capire dove viviamo, buona mostra!

Per saperne di più: www.2200anniemilia.it

Un saluto da Valeria Cicala

Tags

Note

A cura di Valeria Cicala

Commenti

commenti gestiti con Disqus