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Reggio Emilia capitale della fotografia

Un itinerario tra le mostre della nona edizione del Festival della Fotografia europea. Fino al 15 giugno

Armatevi di scarpe comode: a Reggio Emilia come da tradizione non c'è tempo da perdere. E quest'anno la riflessione sulla fotografia avviene sotto la sguardo tutelare di un grandissimo, Luigi Ghirri, in un'esposizione, ai Chiostri di San Pietro, che è il "faro" dell'edizione 2014 del Festival (la mostra è aperta straordinariamente fino al 28 luglio, ci torneremo nelle prossime settimane).
Quello che vi proponiamo oggi è un itinerario tra le decine di mostre imperdibili di un Festival che è diventato un punto di riferimento nel panorama nazionale e internazionale delle manifestazioni dedicate alla fotografia.
Partiamo da Palazzo Casotti con le fantasie fotografiche del primo Novecento in Europa della mostra "Illusionismo surreale". Trecento cartoline trasportano il visitatore nel mondo della fotografia di inizio XX secolo tra fantasie impossibili, sogni misteriosi e dive glamour. Si tratta infatti di vere e proprie fotografie, principalmente stampe al bromuro d’argento con interventi di colore a mano, realizzate in Germania e in Francia, ma la mostra ne presenta anche alcune di origine italiana e americana. Oggi queste cartoline fotografiche sono ambiti oggetti da collezione.

Ne parliamo con Laura Serani che ha collaborato all'evento.

Intervista Laura Serani

Quest’anno la manifestazione si caratterizza anche per la partecipazione di Magnum Photos, la famosa agenzia fotografica internazionale, protagonista di una serie di iniziative come la grande retrospettiva dedicata a Herbert List, ai Chiostri di San Domenico, con una selezione di cento opere che ci fanno scoprire l'intero percorso del fotografo tedesco, capace di confrontarsi con quasi ogni genere fotografico: architettura, still-life, street photography, ritratto. E la bellezza classica del corpo maschile che si mescola alla scultura greca, il tutto avvolto dall'abbagliante luce mediterranea.
Sempre di Magnum è la mostra collettiva No Place Like Home (in Via Secchi 11) in cui otto fotografi contemporanei dell’Agenzia si confrontano con il tema dell’abitare. Dove e con chi viviamo? Ci sono le ville borghesi di Martin Parr, ognuna decorata secondo le predilezioni dei proprietari, gli slum delle grandi metropoli fotografati da Jonas Bendiksen, fino alle dimore precarie dei migranti del Mediterraneo raccolte da Patrick Zachmann.

Ma torniamo ai Chiostri di San Domenico dove, oltre a List, è presentata in anteprima mondiale la "terribile" mostra "Divine violence" di Adam Broomberg & Oliver Chanarin. Ispirati dalle annotazioni e immagini che Bertolt Brecht ha aggiunto alla sua Bibbia personale, i due autori hanno setacciato immagini nell' Archive of Modern Conflict (Archivio del conflitto moderno), nel suo genere la più grande collezione fotografica al mondo, e le hanno affiancate a pagine della Bibbia in un'esplorazione della violenza, della calamità e dell'assurdità della guerra.
Ai Chiostri di San Pietro oltre a Ghirri è protagonista Sarah Moon, figura di spicco della fotografia internazionale capace di rinnovarsi con grazia e originalità tanto nei suoi lavori per il mondo della moda quanto in quelli più personali, fotografici o cinematografici. In particolare è illustrata la fascinazione dell'autrice per i musei di storia naturale, per iCabinet de Curiosités, dove risuona l’eco di altri tempi e di altri luoghi, e per il "mistero" della natura. Del linguaggio segreto di una natura "misteriosa" e "selvaggia" ci parlano anche le foto di Andrea Ferrari alla Galleria Parmeggiani. Qui troviamo anche gli scatti di Paolo Simonazzi e le sue "Cose ritrovate", scene da un mondo in cui domina l’horror vacui. La Sinagoga ospita invece il progetto "Planasia" di Silvia Camporesi. Invitata dal Festival a riflettere sul tema dei luoghi-fantasma, l'autrice ha scelto la disabitata isola di Pianosa, nell’arcipelago toscano.

Chiudiamo il nostro tour, ben consapevoli di aver tralasciato tante mostre importanti (una su tutte, la mostra dedicata a cento anni di storia della fotografia a Palazzo Magnani, su cui torneremo), visitando lo Spazio Gerra e lo facciamo con "sentimento": qui ritroviamo "Annarella", la benemerita soubrette dei CCCP, le fotografie (con scatti anche di Luigi Ghirri) , i suoi vestiti, la musica e un indimenticabile video testimonianza delle sue performance durante i concertidi un gruppo a cui ancora oggi non possiamo non dichiararci "fedeli".

Tutte le informazioni sulle mostre e sugli orari di apertura nel sito del Festival:
www.fotografiaeuropea.it

Un caro saluto dal vostro corrispondente a Reggio Emilia Carlo Tovoli.

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Note

A cura di Carlo Tovoli