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10 Maggio 2013 | Mostre

Reggio Emilia capitale della fotografia europea

La fotografia contemporanea italiana e internazionale invade la città fino al 16 giugno

A cura di Carlo Tovoli

10 maggio 2013

Fotografia Europea, il Festival di fotografia di Reggio Emilia ha inaugurato anche quest’anno una fitta rete di eventi espositivi dislocati in palazzi storici, biblioteche e locali del centro cittadino. E sono più di venti le mostre allestite nelle sedi istituzionali che resteranno aperte fino a metà giugno.
Difficile riassumere in poche parole le emozioni, le scoperte e le conferme di chi, appassionato di fotografia, affronta l’imperdibile occasione di ammirare vecchie e nuove tendenze della fotografia contemporanea, passando da una sede all’altra con l’aiuto del giornale del Festival, in distribuzione gratuita un po’ ovunque in città.

E’ un universo, ma da qualche parte dobbiamo partire: anzitutto l’omaggio a Carla Cerati:ai Chiostri di San Domenico centoquaranta immagini, realizzate nel corso di cinquant’anni di attività: ritratti, immagini dal mondo del teatro e della danza, ma anche  il mondo milanese dei cocktail party; la contestazione studentesca e le lotte operaie, i processi (tra cui quello legato all’omicidio Calabresi), senza dimenticare i reportage dentro gli ospedali psichiatrici da cui nacque “Morire di classe”, famosissimo libro del 1969 firmato con Berengo Gardin.

Il “glam rock” è invece il protagonista allo Spazio Gerra di Rock’ Star: in mostra gli scatti più celebri dell fotografo britannico Mick Rock, nomen omen, grande interprete degli anni Settanta, famoso per aver immortalato leggende della musica come Queen, David Bowie, Lou Reed, Iggy Pop, Blondie. E dal mondo delle star passiamo alla meraviglia di fronte al quotidiano, alle cose e agli eventi della vita personale nell’opera di Rinko Kawauchi, prima mostra personale in Italia di un’artista espressione di quello sguardo della fotografia giapponese che sembra cercare altro da ciò che guarda, un’illuminazione forse.

All’adolescenza è dedicato il contenitore collettivo “Vita nova” ai chiostri di San Pietro: studenti, camere pop di teenager, autoscatti in pose allusive, adolescenti in posa. Le “stranezze” delle persone  sono invece indagate dall’occhio divertito dell’inglese David Stewart con le sue foto perfettamente costruite per darci un effetto “perturbante”.
Il francese Philippe Chancel, anche lui al suo debutto in Italia,  torna in luoghi fortemente mediatizzati – Kabul, Fukushima, Port-au-Prince – e ce li mostra per quel che sono: dopo la guerra, dopo lo tsunami, dopo il terremoto. Non più “immagini”da tg, ma pura realtà.

Chiudiamo il nostro viaggio, ma ci sarebbe ancora tanto da dire e da vedere, con la mostra dal titolo To Belongdello svedese Anders Petersen, un progetto ideato per restituire alla terra d’Emilia, offesa e umiliata dal terremoto, una memoria fotografica di quei giorni difficili e un omaggio alle persone colpite dal sisma. Petersen ha percorso la via Emilia, ha incontrato cittadini, si è fatto raccontare storie. Il risultato è una visione straniera, matura, priva di morbosità, in cui risaltano la dignità e il senso di appartenenza di un popolo colpito che si è rimesso al lavoro senza troppo clamore. Ultimissima segnalazione per Sergey Shestakov con le immagini delle strade deserte, a tratti irreali, e delle case abbandonate di Chernobyl, luogo-simbolo della paura nucleare.
Tutto il resto su www.fotografiaeuropea.it e a Reggio Emilia fino al 16 giugno, ovviamente!
Un saluto da Carlo Tovoli

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