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Revolutija! Il volo dell'arte russa

Al MAMbo il tempo della Rivoluzione nei  capolavori del Museo di Stato Russo

Cari ascoltatori, quest'anno avete un'occasione unica e imperdibile per vedere in Italia  alcuni tra i più importanti capolavori del Museo di Stato Russo di San Pietroburgo, e precisamente al MAMbo di Bologna nella mostra "Ravolutija", realizzata in occasione della ricorrenza del centenario della Rivoluzione Russa. Oltre 70 dipinti raccontano i vertici dell'arte delle avanguardie russe in un periodo compreso tra i primi del Novecento e gli inizi degli anni Trenta. Ci sono i grandissimi, come Chagall, Malevich, Kandinsky e tanti altri, con opere iconiche, quelle che ritroviamo nei manuali di storia dell'arte e che immediatamente ci riportano ad un'epoca di straordinaria modernità per la Russia, allora capace di reinterpretare in modo originale tutti i movimenti di avanguardia europei e di crearne dei nuovi, dando un contributo fondamentale alla modernità.

Ne abbiamo parlato con la curatrice della mostra Evgenia Petrova, che è anche vicedirettore del Museo di San Pietroburgo.

Intervista a Evgenia Petrova

Non solo pittura, quindi, ma architettura, scultura e teatro. L'opera teatrale "Vittoria sul Sole", di cui abbiamo parlato con la curatrice, fu allestita al Luna Park di San Pietroburgo tra il 3 e il 5 dicembre 1913. Si tratta di un complesso testo futurista, declamato da attori rinchiusi in costumi voluminosi che rendevano difficili i movimenti sulla scena. Agli attori è dato il compito di "conquistare e castigare il Sole", ovvero chiudere col passato per proiettarsi verso qualcosa di radicalmente diverso. Sullo sfondo compare per la prima volta l'idea del "quadrato nero" di Malevich come grande metafora del Nuovo. In mostra si possono ammirare le riproduzioni dei costumi creati da Malevich e un video sulla rappresentazione dell'opera al Teatro di Musica di Mosca nel 2013.

Quest'opera teatrale non è la sola ad anticipare quell'aria di rivoluzione che porterà alla fine della Russia degli Zar. Il "fuoco" della rivoluzione si accende nell'arte russa già agli inizi del Novecento, accompagnando gli eventi socio-politici di quegli anni. Basti guardare gli splendidi dipinti di Ilja Repin che aprono la mostra. Il primo, dal titolo "Che vastità!", del 1903, ci dà quasi un senso di vertigine, il secondo, del 1907, illustra un momento festoso dell'insurrezione socialista del 1905, quella che venne brutalmente repressa dallo zarismo.

Tutte le avanguardie partecipano con entusiasmo alla rivoluzione russa. Chagall proprio nel 1917 realizza uno dei suoi quadri più famosi, ovvero "La passeggiata", pieno di lirismo e fiducia nel futuro. Alt'man fa il ritratto definitivo della poetessa Anna Achmatova, splendido nel suo muoversi tra elementi cubisti e verosimiglianza. Natalia Goncarova rilegge Boccioni con il suo dinamicissimo "ciclista" del 1913. Kandinsky apre a una nuova dimensione con i suoi "Crepuscolare" del 1917 e "Su Bianco" del 1920. "L'arte non è soltanto un oggetto di conversazione, ma fonte reale di gioia, la nostra parola e opera", così dichiarano i firmatari del "Manifesto del Realismo", e il termine "realismo" qui intende sottolineare il profondo legame tra arte e politica. Sono ancora lontani gli effetti di quel "realismo socialista" che affosserà, nei primi anni Trenta, con Stalin, lo spirito delle avanguardie e chiuderà un capitolo indimenticabile della storia dell'arte del Novecento.

Tantissime le iniziative intorno alla mostra in programma fino al 13 maggio 2018: laboratori, visite guidate, conferenze, incontri e teatro. Tutte le informazioni sul sito: www.mostrarevolutija.it

Tanti auguri e felicissimo 2018 da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli

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