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Rimini capitale della fotografia

Nel programma di “Rimini foto d’autunno” tutti gli indirizzi della fotografia contemporanea

C’è tempo fino al 26 ottobre per visitare a le tante mostre dell’appuntamento annuale di Rimini con la fotografia, giunto alla sua terza edizione.
12 esposizioni allestite in tre contenitori della città: il Museo della Città, la Galleria dell’Immagine e la FAR- Fabbrica Arte Rimini.
Una grande mostra all’Ala nuova del Museo racconta le ultime tendenze della fotografia cosiddetta “preparata”, o meglio “staged photography”, espressione che contempla molteplici sfumature – «fotografia allestita», «messa in scena» – e identifica una serie di strategie estetiche e “narrative” affermatesi nell’ambito della produzione artistica, della moda e della pubblicità, tra la seconda metà del Novecento e l’inizio del nuovo millennio, anche se è bene ricordare che una vena “staged” attraversa in realtà l’intera storia della fotografia. The Pencil of Nature di William Henry Fox Talbot, agli albori della fotografia, è pur sempre una fotografia ampiamente preparata. Non dunque una scoperta recente, e ancora oggi praticata con successo. Ma la fotografia è in un certo senso sempre “preparata”. Anche quando la preparazione è minima e apparentemente invisibile. Come nelle immagini in mostra di Pietro Paolini, vincitore del Premio Pesaresi per il 2013.

Al Fabbrica Arte Rimini si ricorda invece  l’imminente anniversario della fine seconda guerra mondiale con la mostra "Ricostruire Rimini" che affronta, attraverso un doppio sguardo temporale, il dramma della guerra. Dopo settant'anni l'occhio di una macchina fotografica torna ad aprirsi cercando le medesime prospettive e registrando le stratificazioni di una città che subì quasi quattrocento incursioni e bombardamenti aerei, rimanendo interamente seppellita dalle macerie. Una selezione del vasto fondo fotografico della Biblioteca Gambalunga viene presentato a sette decenni di distanza da quel tremendo periodo, che ora si intreccia anche al centenario della "grande guerra". Anche la mostra di Isabella Balena, dal titolo “Ci resta il nome” prodotta dieci anni fa per la stessa ricorrenza, continua a offrire un approfondimento aggiornato del ricordo con un intenso reportage ai luoghi dedicati al secondo conflitto mondiale .
Mostra nella mostra è il progetto 'Vie di Dialogo", quarta edizione di un percorso biennale che Rimini conduce in collaborazione con l'Istituto Beni Culturali.
“Vie di dialogo” prevede il confronto espositivo di due artisti che sappiano dialogare insieme attraverso il loro lavoro, parallelo e tangente, durante il processo creativo, liberando nuove energie scaturite dalla reciproca collaborazione artistica. Quest'anno sia l'artista emiliana (Valentina D'Accardi) che quella romagnola (Silvia Camporesi) hanno usato la fotografia come terreno di indagine, trovandosi così in perfetta sintonia col filo conduttore di questa vasta rassegna, che è assolutamente da non perdere. Tutte le mostre sono gratuite. Per informazioni: www.museicomunalirimini.it

Un saluto dal vostro Carlo Tovoli

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A cura di Carlo Tovoli