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12 Marzo 2013 | Mostre

Lo sguardo di Michelangelo Antonioni e le arti

A Palazzo dei Diamanti di Ferrara dal 10 marzo al 9 giugno

A cura di Anna Sbarrai

12 marzo 2013

Elegante, seducente, fine indagatore dell’animo umano e della contemporaneità. Michelangelo Antonioni ha condizionato profondamente la cultura del 900, non solo come cineasta, ma come artista completo e sensibile.

A lui la Fondazione Ferrara Arte e le Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara-Museo Michelangelo Antonioni, in collaborazione con la Cineteca di Bologna, dedicano una mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, aperta al pubblico dal 10 marzo al 9 giugno, in cui per la prima volta si potrà scoprire una raffinata selezione degli archivi privati e del pensiero artistico del Maestro. 

L’esposizione vanta un curatore d’eccezione Dominique Païni, già direttore della Cinémathèque Française, che con un taglio personale ha saputo ricostruire e comunicare le varie fasi del lavoro di Antonioni e la sua straordinaria vita. Attraverso film, libri, dischi, fotografie, oggetti personali, soggetti e sceneggiature originali, documenti rari e lettere dei maggiori artisti e intellettuali è stata ricostruita un’epoca e l’arte che l’ha influenzata, grazie anche all’accostamento di opere d’arte dei maestri del Novecento come Pollock, Rothko, De Chirico e Morandi, a cui Antonioni si è costantemente ispirato.

Il percorso espositivo pensato da Païni si articola in nove sezioni, alternando gli aspetti chiave della poetica di Antonioni: le nebbie padane e la luce dei deserti, in cui sono ambientati i capolavori della maturità; il periodo “del bianco e nero” e quello “del colore”; la bellezza notturna di Lucia Bosè e la solarità di Monica Vitti muse e rappresentanti indiscusse di due periodi chiave; l’indolenza della mascolinità latina protagonista dei primi lungometraggi e la vitalità della gioventù anglosassone degli anni Sessanta e Settanta; la straniante modernità delle grandi metropoli e dei centri industriali e il fascino silenzioso dei rilievi delle Montagne incantate. La rassegna ripercorre così l’intera parabola creativa di Antonioni, attraverso un suggestivo dialogo tra film e pittura, letteratura e fotografia. 

Abbiamo chiacchierato con Maria Luisa Pacelli, direttrice delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara, ottenendo interessanti anticipazioni sulla mostra

Intervista Maria Luisa Pacelli

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