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Al SIFest per superare i confini

Dal 9 settembre torna a Savignano sul Rubicone la rassegna internazionale di fotografia

Cari ascoltatori, la Romagna, terra generosa per eccellenza, ci regala anche quest'anno il SIFest, uno dei primi festival in Italia ad occuparsi di fotografia d'autore (lo fa da un quarto di secolo, dal 1992), regalandoci anche per il 2016 un ricco calendario di eventi che comprende ben 18 mostre, tutte aperte fino al 25 settembre.

Il tema della rassegna numero 25 del Festival è riassunto nella celebre frase pronunciata da Giulio Cesare passando il Rubicone nel 49 a.C. , Alea Iacta Est, "il dado è tratto”. Una metafora che ci spinge ad andare oltre il confine, grazie allo sguardo di fotografi italiani e internazionali, e proprio nella città attraversata da quel fiume, il  Rubicone.

Tanti sono i nomi importanti, ma ci piace partire da quello più inatteso, proprio perché così vicino, anzi vive a pochi chilometri da Savignano. Qualcuno lo ha definito l'Omero della Fotografia, è l'ultranovantenne Ulisse Bezzi, di San Piero in Vincoli. Di lui si sa poco: schivo, non rilascia interviste e di professione ha sempre fatto il contadino. Ma con una passione, la fotografia in bianco e nero. Per una vita ha scattato immagini con una Kodak che ricevette da ragazzino. E stampa da solo le foto, nel piccolo laboratorio "amatoriale” realizzato a casa sua. Le sue immagini sono conosciute solo nei circoli amatoriali della zona, fino a quando un importante gallerista newyorkese legge un suo ritratto online, redatto dal circolo fotografico di Bagnacavallo, e si innamora dei suoi scatti. Arriva in Italia e con un po' di fatica riesce ad ottenere alcuni scatti di Bezzi che espone a Manhattan con grande successo. Una storia incredibile, una rara scoperta che tutti possiamo ammirare nella mostra a lui dedicata al SIFest: sessant'anni di vita personale che riflettono la storia di un territorio.

Protagonista di fama internazionale è invece Duane Michals, uno dei nomi più prestigiosi dell'avanguardia americana che con la sua opera ha segnato un punto di svolta nell'evoluzione del linguaggio fotografico. Dalla metà degli anni Sessanta (oggi ha 84 anni) Michals esplora con la fotografia l'emotività umana, il mondo interiore, attraverso i suoi surreali  "racconti visivi”. "Quando guardi le miei fotografie, stai guardando i miei pensieri”, questa frase di Michals contiene la chiave di lettura della sua poetica. La sua fotografia non è mai cronaca dei fatti. Quello che non si può vedere, che rimane celato, diventa l'oggetto della sua indagine. Tutta da scoprire nella splendida mostra costruita ad hoc per il SIFest.

Gli altri protagonisti sono, per citarne alcuni, Olivo Barbieri, presente con un lavoro del 2015 dedicato al Mare Adriatico e al mondo che lo popola: figure danzanti (non a caso la Romagna è la terra del liscio) che sembrano formare, in acqua, coreografie oniriche. Ma anche immagini del turismo organizzato della riviera, un universo pop che lascia intravedere le contraddizioni tra ambiente e urbanismo. Ricordiamo anche il progetto dedicato alle torri dell'acquedotto, protagoniste del panorama visivo romagnolo, affidato a un gruppo di sei fotografi capeggiati da Guido Guidi. O le fotografie di "Restricted Areas” del giovane Danila Tkachenko, originario di Mosca, un viaggio ai margini dell'ex Unione Sovietica per ritrarre le aree interdette destinate a usi militari durante la Guerra Fredda e oggi luoghi fantasma. In mostra anche la collezione Marco Antonetto, che raccoglie scatti dalla metà dell'Ottocento alla contemporaneità di tanti grandi nomi della fotografia.

Se la fotografia vi interessa davvero, non indugiate e correte a Savignano. Per organizzare al meglio la visita trovate il programma completo sul sito www.sifest.it

Un saluto da Carlo Tovoli!

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A cura di Carlo Tovoli