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Un artista da riscoprire

Giovanni Corazza: uno scultore bolognese tra Sette e Ottocento

Care ascoltatrici e cari ascoltatori, si è aperta Imola ai primi di novembre, presso la Galleria Pio VII del Museo Diocesano la mostra “GIOVANNI CORAZZA: Uno scultore bolognese in provincia tra Sette e Ottocento”, a cura di Marco Violi, che per la prima volta riunisce in un unico luogo tutte le sculture di Giovanni Corazza, quelle autografe che sono otto e quelle attribuite, in totale undici.

Le opere esposte provengono dal Museo Diocesano di Imola stesso, da alcune chiese della Diocesi, dal Museo Davia Bargellini di Bologna, dalla Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore di Bologna, da alcune collezioni private di Bologna e Modena. La mostra resta aperta al pubblico al 17 dicembre 2017. Bolognese, allievo di uno scultore di talento come Filippo Scandellari, quindi uscito dalla costola di Angelo Gabriello Piò, Corazza è documentato a Imola, dove lavora alacremente per un incerto periodo.

E’ stata realizzata anche una monografia sullo scultore che costituisce anche il catalogo di supporto alla mostra, a cura di Marco Violi, edita all'interno della collana "TRACCE" della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola (vol. XXIII), che ha promosso e finanziato la ricerca.

Il volume raccoglie per la prima volta il corpus di Giovanni Corazza, che nelle sue preziosissime note, vergate con la punta della stecca nell’argilla ancora fresca, si dice “bolognese”. In sei anni di lavoro Marco Violi ha pazientemente raccolto frammenti dispersi dell’attività di questo autore di terrecotte devote, partendo dalle prime due tracce, scoperte nel 1991 da Stefano Tumidei, in occasione della mostra Presepi e Terrecotte, allestita presso il Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna per presentare il catalogo completo della raccolta delle collezioni civiche. Come spesso accade, il tempo, ha portato in luce nuove tracce e nuovi elementi attorno a quel primo nucleo di ricerca. Date, numeri di serie, firme, estese o abbreviate, osservazioni meteorologiche o annotazioni sulla committenza sono le tracce raccolte dall'autore, che da queste brevi note autografe ha ricostruito la serie cronologica delle opere note, dalla prima, ancora sul limitare del XVIII secolo, al 1813, che chiude la serie.

Un artista da riscoprire!

Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it

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A cura di Valeria Cicala

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