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I Colori del Conflitto

Una mostra a Forlì sulla Grande Guerra nelle opere di Maceo Casadei

Raccontano la prima Guerra mondiale, gli episodi del logorante, stremante quotidiano in trincea i pastelli e gli acquerelli che, il giovanissimo artista Maceo Casadei realizzò nel corso della sua personale esperienza di combattente al fronte sul Corno di Vallarsa, come mitragliere della 211^ Compagnia; è probabile che egli abbia ritoccato successivamente alcuni dei suoi lavori, ma indubbiamente questi costituiscono una narrazione importante e diretta degli eventi.

Con il titolo "Maceo Casadei (1899-1992). Arte in trincea", a Palazzo Romagnoli, si realizza un omaggio al grande maestro forlivese, protagonista della vicenda figurativa romagnola tra tradizione e modernità. Le opere esposte fanno parte di un “corpus” di disegni riferiti sia alla prima sia alla seconda guerra mondiale, a suo tempo donati dall’autore al Museo “Dante Foschi” costituitosi presso la Casa del Mutilato.
Il focus sul lavoro di Casadei acquisisce ancora maggior risalto nella ricorrenza del centenario della Grande Guerra. La rassegna è impreziosita dalla presenza del dipinto intitolato “Ritirata di Caporetto” (datato 1917), della Collezione Cassa dei Risparmi di Forlì.

Con questa significativa esposizione, ad un anno dalla sua fondazione come sede delle Collezioni del Novecento, Palazzo Romagnoli inaugura un programma di mostre tematiche volte a far conoscere e valorizzare l’importante patrimonio artistico novecentesco forlivese. Novità, scoperte, approfondimenti su aspetti, vicende, personaggi della storia figurativa dell’ultimo secolo e della contemporaneità saranno proposte all’interno della sezione denominata “Grande Romagna”.

Il riallestimento temporaneo di una delle sale del primo piano del Palazzo ha reso possibile ammirare opere largamente sconosciute di questo importante artista. Maceo Casadei, dopo un validissimo, precoce apprendistato artistico con il valente pittore concittadino Giovanni Marchini, conclusa l’esperienza bellica, ritorna a Lione, dove si era trasferito con la famiglia nel 1912 continuando gli studi artistici. E da lì si sposta frequentemente a Parigi.

Rientrato in Romagna, aderisce al Cenacolo Artistico Forlivese, fondato da Marchini. La principale occupazione di Maceo tra gli anni Venti e Trenta sono gli ornati e le pitture murali.  Nel 1934 è assunto dall’Istituto Nazionale Luce di Roma con la qualifica di disegnatore, distinguendosi però anche per la progettazione di prodotti pubblicitari e fieristici. Dal ’41 è impegnato come reporter di guerra, per conto del “Luce”, con oltre seimila fotografie scattate e centinaia di “impressioni dal vero”, alcune delle quali esposte (1942) alla galleria del Milione di Milano.

Tra il 1946-1947 soggiorna a Venezia, dove conosce e frequenta Filippo de Pisis. Dai primi anni ’50 opera a Forlì, intensificando la propria attività artistica con la presenza a rassegne e concorsi di pittura e qualificandosi come un maestro della tradizione figurativa  ottocentesca.
Rilevante è anche la sua opera di animatore culturale e promotore di eventi in ambito forlivese e romagnolo.

La mostra, promossa dal Comune di Forlì in collaborazione con l’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna, resterà aperta all’interno di Palazzo Romagnoli fino al 31 maggio 2015. Un’occasione per conoscere Casadei, il suo sguardo sull’orrore della guerra e visitare una bella sede espositiva. Un saluto da Valeria Cicala

Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it

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A cura di Valeria Cicala

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