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Sacre custodie di santità

A Imola esposti reliquiari ad ostensorio tra XVII e XIX secolo

Care ascoltatrici e cari ascoltatori per questo fine settimana vi proponiamo una mostra a Imola "Sacre custodie di santità", allestita nella Galleria Pio VII del vescovado aperta al pubblico fino al 14 maggio. L'esposizione propone una sessantina di manufatti – realizzati in materiali vari, quali l'argento, il metallo, il rame, il legno laccato, marmorizzato, argentato e dorato – di grande interesse storico-artistico custoditi non solo nel Museo Diocesano di Imola, ma anche in quelli parrocchiali di Dozza Castelbolognese e Bagnara di Romagna, oltre che da quindici chiese della Diocesi e dal Seminario Diocesano, di dimensioni variabili (da 32 a 175 cm di altezza), principalmente opera di botteghe attive a Imola, Bologna, Roma e Venezia, databili tra il XVII e il XIX secolo.

L'esposizione prosegue il percorso iniziato lo scorso anno con la mostra sui reliquiari antropomorfi, proponendosi di offrire al visitatore una doppia chiave di lettura del tema: una puramente conoscitiva a livello storico-artistico ed estetico (pannelli descrittivi e didascalie dedicate per ogni singola opera ne favoriscono la fruizione) e l'altra prettamente devozionale, legata cioè alla devozione ai santi mediata dal culto alle loro reliquie.
L'immagine guida della mostra è il pregevole reliquiario a ostensorio sostenuto da gruppo scultoreo ligneo, opera di bottega romana della prima metà del XIX secolo, proveniente dalla Cattedrale di Imola, non menzionato nelle cronache capitolari dell'epoca, tuttavia, dovrebbe comunque essere giunto in seguito ad una munificenza papale, coerentemente con la possibile datazione entro la metà del secolo, in corrispondenza coi pontificati di Pio VII e Pio IX. 

Non dimentichiamo, infatti, che Pio VII nel 1816 donò alla cattedrale imolese tre calici e un grande repositorio in argento, mentre Pio IX nel 1856 dotò l'altare maggiore di un corredo di candelabri monumentali in bronzo dorato eseguito a Roma e la balaustra marmorea d'ingresso al presbiterio di quattro grandi angeli cerofori, in legno dorato e dipinto, a figura intera), quello a ostensorio eseguito nella seconda metà del Settecento dall'orafo romano Giuseppe Grazioli (sempre dalla Cattedrale), il bellissimo reliquiario di San Francesco di Paola in lamina d'argento, realizzato dall'orafo romano Paolo De Alessandris nel secondo quarto del Settecento (dal museo parrocchiale di Castel Bolognese), o quelli in legno dorato con elaborate decorazioni a paperoles.

Una nostra davvero ricca di oggetti preziosi che raccontano la straordinaria e raffinata sapienza delle mani di intagliatori, decoratori, artisti che operavano in botteghe anche assai distanti tra loro offrendo connotati precisi alla cultura artistica e religiosa di quei secoli.  Un'occasione per conoscere altri oggetti preziosi di uno scampolo di territorio. 

L'evento, a cura di Marco Violi e promosso dal Museo Diocesano di Imola, gode del patrocinio dell'AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani) e dell'IBC.
Per saperne di più: www.ibc.regione.emilia-romagna.it  

 

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A cura di Valeria Cicala

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