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Tartufi e castagne

A ottobre si celebrano due dei protagonisti dell’autunno emiliano romagnolo

Cari ascoltatori eccovi ancora insieme a Marina Leonardi per una nuova trasmissione dedicata ai prodotti tipici del nostro territorio. La stagione autunnale è la regina per eccellenza dei colori caldi, delle atmosfere miti e, a tavola, dei sapori e degli odori del sottobosco. Abbondanti nei nostri territori, specialmente in Appennino, sono castagne e tartufi. Portati in cucina, si abbinano a ricette sfiziose e delicate mentre nei luoghi di produzione diventano l’anima di numerose sagre e feste, che si prestano quale momento lieto di incontro fra appassionati, intenditori o semplicemente golosi e buongustai. 

Partiamo da Sant'Agata Feltria (RN), dalla Fiera Nazionale Del Tartufo Bianco Pregiato che si tiene il 26 ottobre.Il grazioso borgo dell’entroterra riminese, che si fregia del marchio "Città del Tartufo" è sede della “Fiera nazionale del tartufo bianco pregiato”. Accanto a ricette e piatti nazionali e internazionali a base di funghi e tartufi, i visitatori troveranno in esposizione tutti i prodotti autunnali che questa generosa terra appenninica offre, come castagne, miele, erbe officinali, prodotti della pastorizia e dell’agricoltura e, inoltre, manufatti di artigianato rurale ed artistico.

Ci spostiamo a Dovadola (FC) dove sempre il 26 si tiene la 48° Fiera e Sagra del Tartufo Il tartufo nasce spontaneo anche nelle verdi colline attorno alla cittadina di Dovadola, nel forlivese, dove il 26 ottobre si festeggia la 48° fiera del re della tavola. Le sfogline già si preparano a tirarare con il matterello almeno 2.000 uova di tagliatelle, condite poi con oltre 3 quintali di ragù di carne e l’aggiunta del tartufo. Le pietanze tradizionali saranno accompagnate dai deliziosi vini romagnoli. Oltre al tartufo, il pubblico potrà acquistare i prodotti tipici dell’autunno, come castagne, nespole, giuggiole, funghi, miele, e aggirarsi all'interno di un grande mercato ambulante. Musica, mostre, giostre per i più piccoli e la premiazione dei migliori tartufi della fiera completeranno l'evento 

In varie località dell'Appennino bolognese (BO) è in corso Tartufesta 2014 viaggio tra i sapori dei colli sopra Bologna e il loro territorio che si svolge questo fine settimana 25 e 26 ottobre e continua anche l’ 1, 2, 9, 16 novembre. Tartufesta che torna ad animare le vie e le piazze dei borghi dell'Appennino. L'evento è un crogiuolo di mercatini, piatti prelibati, degustazioni e iniziative tutte incentrate sui prodotti dell'autunno a partire in primo luogo dal Tartufo bianco pregiato dei Colli bolognesi. Deliziosi "Tartumenù" sono proposti nel circuito di ristoranti aderenti e curiose "Tartuvisite" portano alla scoperta del territorio. 

Dal bolognese risaliamo a Calestano (PR) dove il 26 ottobre, il 2, 8, 15 e 16 novembre si tiene la XXIV Fiera Nazionale del Tartufo Nero di Fragno. Fra ottobre e novembre varie sono le occasioni nel borgo di Calestano, nel parmense, per assaporare il Tartufo Nero di Fragno alla Fiera nazionale, giunta alla sua XXIV edizione, allestita per celebrare il prodotto di questo territorio. Oltre a deliziarsi con pranzi al tartufo nei ristoranti locali e negli stand gastronomici, curiosare fra mercatini, bancarelle e il borsino del tartufo, i ghiotti più avventurosi potranno prender parte a camminate e a curiose visite guidate in tartufaia. 

E dal profumato tartufo passiamo alle dolci castagne. Ripartiamo dalla costa, siamo nel delizioso borgo di Montefiore Conca (RN) dove il 26 si tiene la 50° edizione della Sagra della Castagna l’ appuntamento autunnale con il prelibato frutto del bosco. Per l'occasione il centro sarà arricchito da musica, spettacoli, punti ristoro, un qualificato mercatino, castagne cotte e crude in quantità e dalla fontana del vino, da cui tutti potranno bere a volontà.

A fianco delle immancabili caldarroste fumanti sono tante le altre sfiziosità gastronomiche che si potranno gustare. Sarà inoltre allestito un ampio spazio per bambini e non mancherà la possibilità di fare passeggiate naturalistiche.  Gli amanti dei sapori d’autunno troveranno soddisfatte le loro voglie presso il ricco mercato di prodotti agro-alimentari, mentre per chi è a caccia di oggetti curiosi e originali sarà allestita una selezionata esposizione di artigianato artistico. 

Andiamo a Castel del Rio (BO) dove sempre il 26 si tiene la 59° edizione della Sagra del Marrone,  la festa più vecchia del paese, che ha avuto origine nel 1946.  Da non perdere sono il tradizionale mercato dei marroni con mostra di prodotti, ma anche i convegni e le occasioni dove storia e cultura si fondono con la gastronomia. È possibile infatti gustare le specialità locali a base di marroni e castagne come il castagnaccio, la polenta di farina di castagne, i bruciati, i capaltaz, frittelle e tartufi di marroni, marroni ai liquori, marmellate e dolci vari. Molti menù ripresentano i piatti tipici della cucina povera della montagna, quando i marroni e le castagne erano, fin dal medioevo, l’unico piatto disponibile sulla tavola delle numerosissime famiglie povere. A queste ricette ne vengono proposte anche di più moderne, inventate dalla fantasia di cuochi e ristoratori che hanno saputo adattare i sapori di un prodotto particolare come il marrone ai gusti dei nostri tempi. All'interno della suggestiva cornice del Palazzo Alidosi, in occasione dei giorni di sagra sarà aperta la Cantinaccia, spazio di esposizione, vendita e degustazione dei prodotti tipici del territorio. 

A Zocca (MO) il 26 si tiene la 37° Sagra della Castagna che celebra il marrone di Zocca. Attorno all'anno 1000, sugli Appennini, i castagneti da frutto presero il posto dei boschi di querce e i castagni divennero una risorsa fondamentale, vere e proprie piante di civiltà. Tanto è vero che il castagno era chiamato, dalle popolazioni montanare, l'albero del pane. Oggi il marrone di Zocca è tutelato da un apposito marchio e festeggiato annualmente da questa tradizionale sagra. La farina ottenuta, molto nutriente ed energetica, viene utilizzata in cucina per la realizzazione di minestre, pane e dolci e in particolare gli ormai noti e delicati “Ciacci” conditi con la ricotta.
Lungo le vie del centro, nei numerosi stand gastronomici si potranno trovare i prodotti tipici dell'Appennino modenese come borlenghi, crescentine, salumi e formaggi, e i prodotti a base di farina di castagne come ciacci, polenta, mistocche, torte, caldarroste e dolci. Nel corso della manifestazione vari spettacoli di animazione con ballo folcloristico locale e mercatino d'oggetti d'altri tempi intratterranno gli ospiti. Per saperne di più sulla civiltà del castagno i visitatori sono invitati ad una visita nel Centro di Documentazione del Museo del Castagno, presso l'Ospitale di San Giacomo di Zocca. 

Restiamo nel modenese ma cambiamo valle, andiamo a Montecreto dove il 25 e il 26 si tiene la 27° Festa della Castagna. La manifestazione si svolge lungo la via principale del paese dove sono allestiti i punti ristoro che sfornano ininterrottamente tutti i prodotti tipici derivati dalla castagna e dalla sua farina, come i "ciacci di castagna" e il "castagnaccio", accompagnati da buon vino e dalla musica di orchestrine tradizionali.  Per le vie del centro e nelle corti disseminate nel paese, si tiene la dimostrazione degli antichi mestieri della montagna e la ricostruzione della lavorazione delle castagne, dalla raccolta all’essiccazione e alla macinatura con il mulino ad acqua, tutt'oggi perfettamente funzionante. La festa della castagna si presenta come occasione per visitare il paese e i luoghi suggestivi dell'appennino colorato dai toni morbidi dell'autunno. Il centro storico del paese, situato a 900 metri di altitudine, con la sua Via Castello e le corti, i portali scolpiti e le logge, è un significativo esempio di strada fortificata. Il suo territorio possiede un patrimonio boschivo unico - "il Parco dei Castagni di Montecreto" è infatti uno degli spazi verdi più belli e suggestivi dell’Appennino Tosco-Emiliano. Potete trovare maggiori informazioni su tutti questi begli eventi sul sito www.emiliaromagnaturismo.it un saluto da Marina Leonardi.

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Note

A cura di Marina Leonardi