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In versi, aliena

Poesie di Eugenia Galli tratte da raccolte varie

Autrice, interprete dal vivo e traduttrice di versi, nei suoi progetti Eugenia Galli esplora spesso le terre di mezzo che stanno tra musica e parola. Fa parte, non a caso, dell’associazione “Zoopalco”, che a Bologna promuove la poesia performativa e multimediale. Ascoltiamola nelle collaborazioni con il musicista Lorenzo Dal Pan e il gruppo degli “Heathens”.


Il corso di ginnastica

Garantisce questo corso di ginnastica
che si ottenga la completa percezione
di ogni muscolo e ogni nervo e persino – ma soltanto in rari casi, in via del tutto eccezionale –
il controllo più assoluto del respiro
e del flusso – in conseguenza – di ogni arteria
e capillare, con il fine – si capisce – di svoltarsi
l’esistenza.



Gilda acquista un tappetino per lo yoga,
un completino in fibra elastica rigorosa-
mente rosa, si prepara a nuova vita.
Deve ringraziare il padre se è un successo
ogni nuova applicazione del suo corpo ben formato
in quegli anni pre-ribelli di atletina, se di certo
farà parte della schiera eccezionale.

Ed è tipicamente femminile – per cultura –
attivare i recettori a intermittenza come:
spingersi in fretta all’orgasmo, fingersi comode sul tacco o non sentire un clacson o una mano.
E questa percezione selettiva è un gran vantaggio
al nostro corso di ginnastica


L’istruttrice ha gambe lunghe, è campionessa
di controllo e sa cose del suo corpo che neanche
un macchinario ospedaliero. Si fa pure le analisi del sangue col pensiero.
Se anche voi volete gambe ben tornite, benvenute!
Rassodarsi è compreso già nel prezzo del biglietto
con cui vi assicurate la visione in prima fila
del suo culo.


Gilda segue nello specchio i movimenti,
si contorce in equilibrio fuori tempo,
prende fiato al suo comando. Dopo un’ora
si sente già più bella, più sicura: ha un’idea.
Se hai in mente un cambiamento radicale
questo corso di ginnastica è per te!



Si profila questa scelta: tra una vita
di persone che conoscono il suo nome, la sua faccia,
i ricordi di bambina spalle al muro
e l’archivio “chili persi” giù in cantina, e una vita
vita stretta, pancia piat-
tabula rasa di memoria e identità.


(A fine allenamento
il premio è una Camel blu
mentolata, fumata a capelli raccolti
per non assorbirne l’odore: la mamma
ogni giorno al rientro l’annusa
con la scusa di un abbraccio.

Dal momento in cui la mamma l’ha scoperto
– un amico passeggiava nei paraggi
del giardino della scuola di Gildina
quindicenne, a ricreazione –
ogni abbraccio è fastidioso, inquisitorio)

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Il corpo contraffatto

Concorre all’aumento della forza –
lo dice l’istruttrice – che l’arti-
colazione sia più mobile, la schiena
si possa ripiegare. È doloroso, ma vedrai
che concorre all’aumento della forza
se fa male. Lo diceva anche Confucio
(o forse era Picasso, o Alda Merini)
che ciò che non ti uccide ti fortifica.


L’istruttrice ci tiene a precisare
che è istruita lei, che a scuola
non ci è andata, ma se Gilda
vuole fare il poetry slam
che te lo dico a fare: lo sai meglio di me
che l’articolazione sta alla base


che i volumi non sono solo libri,
che fare volume ha a che fare
con le ripetizioni in una serie


che una serie ha tre ripetizioni,
che se ne fai dieci è già cardio,
ma se ne fai cinquanta, formulari,
sono un poema epico



Mamma, se la schiena regge la torsione
se me ne va dritta anche soltanto una
ti prometto che riparto, che cancello
la memoria se facciamo questo sforzo
condiviso – è doloroso, ma vedrai
che concorre all’aumento della forza
se fa male
– se ti scordi che finora
ti ho mentito, se non bevo, se
non fumo, se non peso
sulla terra.

Oppure – e forse è da pazzi
ma in effetti è la strada più breve –
potrei aggiungere finzione su finzione
e una volta diventata grande esperta
del mio corpo proprio come l’istruttrice
una volta ottenuta la completa percezione
di ogni muscolo e ogni nervo e persino – ma soltanto
in rari casi, in via del tutto eccezionale –
il controllo più assoluto del respiro
e del flusso – in conseguenza – di ogni arteria
e capillare
, una volta fatto questo

trattenere il respiro quanto basta
per perdere i sensi, e al risveglio
fare finta di aver dimenticato, o meglio
ricordare una vita più sana, perfetta,
più simile alla tua


Non mimare nessun gesto quotidiano –
è antintuitivo: se stai comoda è sbagliato –
e non crederti al sicuro, anzi fingi
che nessuno sia qui per aiutarti se fallisci
se il carico ti atterra, che l’alzata
metta a rischio la tua vita.


Fingi bene, devi esserne convinta:
se ti accorgi dell’inganno
ce ne accorgeremo tutti.
Sii precisa, sii un automa, sii
un corpo contraffatto, corpo-molla
che nella fase eccentrica si carica,
raccoglie ogni fibra muscolare
poi esplode



È l’invidia in questo posto
a convincerti a cambiare le abitudini.
La chiamiamo ammirazione.


Un altro dei vantaggi, «e non
de la ventura», di iscriversi da noi
lo vedi già: è la presenza consistente
degli uomini più adatti a riprodursi
– maschi giovani e maschi ottimamente
conservati, pronti all’uso:
di qua sono i più forti, perfetti
per la donna che cerca protezione;
e lì vedi i flessibili, pieghevoli, portatili
a misura di
pochette: c’è solo il rischio
di smarrirli nella borsa come chiavi;
di là, in cima al catalogo, i più belli –
di un’estetica virile, lo preciso:
è un requisito per entrare


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La prima parola

“La sua prima parola è stata palla
me lo rinfaccia quel corpo di atleta in potenza
sgonfiato come un sesso infreddolito

Qualcuno per fortuna ha chiamato l’ambulanza
e Gilda riposa serena tra le flebo
– vestita ancora a festa quasi fatta bella per la bara – però ha i pantaloni macchiati e al contrario

Ha le ginocchia in vista, le cosce
gliele ho scoperte io quando bambina
si vergognava di cambiarsi insieme al resto della squadra,
rifiutava la divisa troppo corta.
Volevo dirle solo che era bella


Si è svegliata, e la sua prima parola
è stata mamma


Signora, la memoria di sua figlia
si era rotta, ma l’abbiamo genialmente riassemblata.
Ora è molto più efficiente: il pensiero
va persino più veloce, senza intoppi,
trapiantato col backup
su memoria artificiale in rete cloud

Le abbiamo aggiustato la propriocezione,
si vede più bella, non sente il bisogno
di farsi del male. Per fare più spazio in archivio
abbiamo rimosso ogni vizio: non sente
l’odore del cibo, non ha più pulsioni


**

(Dormi bambina
conservo i tuoi trofei
li espongo solamente
quando non ci sei

Io di corsa, io di prosa
tu in forma, in versi, aliena)

[da: “Monosportiva Galli Dal Pan”, EP, 2019; testi e performance di Eugenia Galli, musiche di Lorenzo Dal Pan]

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Fil di Ferro

Galli, lei crede
in virtù di un presunto talento
di poter giudicare impunemente le persone,
di dare a ciascuno ciò che gli spetta in versi,
ma si sbaglia.


Rita, con quanta cura ti scuci gli occhi ogni mattina
per sorvegliarmi. Riponi il fil di ferro
rinata dal tuo sonno di bellezza.
Come riavviti le braccia alle spalle
in uno scroscio di anelli e giunture. Rita,
come rimproveri il lato di te che prega che a scuola
anche quest’anno qualcuno ti scambi
per studentessa.

                     Con te non c’è gara.
Trent’anni di vantaggio nella corsa:
hai preso il ritmo, hai buona lena.
Sulle caviglie da maratoneta
pesano anni di studio, di dimestichezza
col sesso maschile. E al tuo ennesimo giro
parto anche io, sprinter bambina,
disordinata vergine sciocchina

**

Adesso Rita gioca
al gioco degli amanti
al gioco gatto-topo
e quando non ci sono
danza una danza seduttiva
con il ragazzo che amo. È premurosa
e sotto i miei occhi
con lo sguardo fa giochi di prestigio
e una e trina si trasforma
maestra madre amante. E dice:

Galli, lei crede di potermi giudicare
e che la giovinezza sia un valore
e i miei anni una colpa da espiare.

E se alla fine è inevitabile il trionfo
delle figlie sulle madri
adesso aspetti in coda e impari.


[da: Heathens, “Love Songs For Insensitive People”, Shyrec / Ricco Label, 2019; testo e performance di Eugenia Galli, musica degli Heathens]
 

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Note

A cura di Vittorio Ferorelli e Rita Giannini