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L'Abisso di Davide Enia

Conversazione con l'autore e interprete, in tournée in regione

Da quell’”Italia Brasile 3-2″ scritto, interpretato e diretto a soli 28 anni, che gli valse il Premio Speciale Ubu del 2003, Davide Enia ha fatto molta strada, non solo come drammaturgo e attore, ma anche come scrittore, macinando riconoscimenti in Italia e all’estero. Ha vinto il Premio Hystrio e il Premio Eti, il Premio Riccione e il Premio Gassman, e tra molti altri, con l’edizione francese di “Così in terra” ha vinto anche il Prix du Premier Roman Etranger e il Prix Brignoles come miglior romanzo straniero dell’anno nel 2016.

Adesso, con il suo “Appunti per un naufragio” pubblicato da Sellerio, l’artista siciliano, che della sua terra ha fatto irrinunciabile laboratorio linguistico e di pensiero, ha appena sbancato al Premio Mondello, vincendo Il Mondello Giovani e il Supermondello. L'Abisso, suo nuovo lavoro teatrale, prodotto da Teatro di Roma, Teatro Biondo di Palermo e Accademia Perduta/Romagna Teatri, è tratto appunto da questo secondo romanzo dello scrittore. In una lunga tournée in regione iniziata a dicembre, lo spettacolo sarà nei prossimi giorni al Teatro Galli di Rimini (17 febbraio), al Teatro Goldoni di Bagnacavallo (18 febbraio), al Teatro Diego Fabbri (19 febbraio). In aprile invece lo troveremo  il 3 e 4  al Teatro Cavallerizza di Reggio Emilia e il 6  al Teatro al Parco di Parma.

L’Abisso del titolo è quello del Mediterraneo che ingoia i migranti, e quello interiore di un uomo di mare che racconta e si racconta da Lampedusa, ultima frontiera dell'umano. Con le musiche scritte ed eseguite in scena da Giulio Barocchieri, Enia racconta un’epopea di eroi contemporanei tra vita e morte, che diventa metafora di un naufragio individuale e collettivo.

Ne parliamo con l'autore e interprete.

Note

A cura di Piera Raimondi Cominesi

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