Racconti d'autore
Alessandro Berselli, CattivoAlessandro Berselli, Cattivo
Cattivo
di Alessandro Berselli, Alberto Perdisa Editore, 2009, prima puntata.
Il protagonista di questo romanzo breve dello scrittore bolognese Alessandro Berselli è il diciassettenne Luca. Un ragazzo come tanti – così sembra – diviso tra scuola, ragazze e musica. In realtà, come rivela il suo diario, il ragazzo è un autentico cattivo con l’ambizione di consumare violenza. Dietro l’ambiente borghese bolognese in cui si muove, c’è la vita reale di tanti ragazzi come lui, i sentimenti, il sesso, la droga, la routine, che genitori sempre assenti o distratti neanche vedono, e possono solo immaginare.
Con linguaggio leggero e coinvolgente, Alessandro Berselli ci consegna un convincente, verosimile personaggio, dopo una carriera di umorista sulle riviste “Comix” e “L’apodittico”, e dopo il successivo approdo al genere noir.
Cattivo
di Alessandro Berselli
27 maggio
(pochi giorni alla fine della scuola)
Prima di chiudere i libri mi mancano ancora un paio di interrogazioni e un compito in classe.
- filosofia mi preoccupa
- matematica un po' meno
Quella di storia dell'arte è un'idiota che ci fa leggere il libro e spiegare le figure. Non mi piace storia dell'arte. Sono due anni che la studio e ancora non ho capito come si fa a distinguere un lavoro da un quadro qualunque.
(a me sinceramente sembrano tutti uguali)
Due settimane fa siamo andati a Madrid a vedere il Reina Sofia. La Remorselli ci ha spiegato che la Guernica di Picasso è l'opera d'arte che le ha cambiato la vita. Non ci posso credere.
(come fa una cornice con dentro un disegno a cambiare la vita di una persona?)
Non lo so.
A me sono altre le cose che cambiano la vita.
- la musica
- le ragazze
Meno male che da grande non sarò mai come la Remorselli. Odio la Remorselli. È una frigida frustrata che non se la fuma nessuno. Nemmeno i colleghi. Anzi. Soprattutto loro.
(mia madre insegna nel mio stesso liceo, grazie a Dio in una sezione diversa dalla mia)
È già una rottura incontrarla nei corridoi, figuratevi se mi toccasse anche averla come insegnante. Inglese nella sezione linguistica internazionale, il fiore all'occhiello di questa scuola patetica che la gente si ostina a chiamare il tempio della cultura.
Boh, non so
- sarà che non mi piacciono i templi - sarà che non mi piace la cultura
(sarà che non mi piace nulla che mi distolga dalle cose che considero importanti)
Che non sono tante. Leggere i fumetti e ascoltare heavy metal. Non va più tanto di moda l'heavy metal, ma io me ne frego. Con il mio gruppo suoniamo cover di vecchi pezzi degli Iron Maiden e qualche canzone nostra. Ho appena scritto Bad Guy e la trovo una roba strepitosa. Ho indovinato il riff di chitarra e anche il testo è uno di quelli che me ne viene uno su un milione. Parla di un bambino che diventa cattivo perché la gente lo calpesta. E lo chiama Bad Guy. Cattivo ragazzo, per l'appunto.
Nove
È il voto che ho in italiano. Letteratura mi interessa poco, il programma di quarta poi è ai minimi storici nella mia personale classifica di gradimento.
Però scrivo da Dio - ho un talento naturale - di quelli che acquisisci senza neanche studiare.
Mi sento per la scrittura quello che Jimi Hendrix è stato per la musica: un autodidatta dotato per grazia ricevuta.
(aneddoto per musicofili: Hendrix non conosceva le note e non sapeva nemmeno scrivere sul pentagramma - ma ciononostante rimane uno dei più grandi chitarristi di tutti i tempi)
Ore 23.45
Non ho sonno. Non ho mai sonno, anche se poi quando mi addormento diventa un casino svegliarmi la mattina. Come fai ad avere sonno quando ti ascolti in cuffia The Number of tk Beau? Quando Bruce Dickinson attacca Run to the Hills seguito dalla chitarre di Adrian Smith e Dave Murray?
White man carne across the sea
He brought us pain and misery
E la Remorselli si fa cambiare la vita dalla Guernica di Picasso. Quattro righe tirate a caso da uno che in tutta la sua vita ha disegnato solo dei cubi. Assurdo. Completamente assurdo.
# 30 maggio
- non so se ho voglia di scrivere un diario nel senso tradizionale del termine
- forse preferisco mettere giù dei pensieri casuali, così come vengono
- oppure semplicemente annotare delle cose che mi succedono - e se non mi succede niente che valga la pena di essere raccontato (comprensibile, la vita a diciassette anni non è poi così interessante)
non scrivere nulla.
L'interrogazione di storia dell'arte è andata da schifo. Ancora cinque. Che aggiunto a un tre, a un sei e un quattro non fanno la sufficienza. Le ho chiesto se potevo essere risentito la prossima settimana per provare a recuperare ma lei mi ha risposto che ci doveva pensare. Allora io le ho detto che se la sua vita fa vomito forse è il caso che si trovi un uomo. Ho passato la mattina in presidenza. Marina mi ha mandato un SMS in cui mi ha detto che sono un grande.
- mia madre esce con delle amiche
(e nonostante questo)
- mio padre non dice nulla
Per il quieto vivere se ne resta in silenzio - eppure lo so che dentro ci sta male.
Guardo mia madre che si mette la sua giacca di Max Mara e se ne va fumando una Marlboro. Mio padre aspetta che esca/ bestemmiale poi mi chiede scusa. Non ne capisco il motivo. Mica deve chiederlo a me scusa. Deve chiederlo a Dio.
(Christine continua a mandarmi messaggi)
Ha quindici anni ed è la sorella di Gene. Troppo piccola per M e poi è la sorella di Gene. Però c'è da dire che Christine è davvero molto carina. E che non mi va di passare l'estate da solo. E visto che con Marina ci sono poche speranze, le chiodo cosa fa domani pomeriggio. Lei mi risponde che
[Non faccio nulla che non possa essere rimandato]
Allora decido che la passo a prendere a scuola. Alle due davanti al Minghetti. Poi vediamo che cosa succede.
(di notte sogno che Marina è la Remorselli, e che Christine è Marina. E che il gruppo sbaglia tutte le prove e che non sappiamo nemmeno più suonare The Trooper. Mi sveglio sudato e guardo l'orologio. Sono le tre e dieci e mia sorella dorme. Strano, è la prima volta che mi capita di non sentirla. Sono troppo agitato per riuscire e riprendere sonno. Cerco l'iPod e ascolto tutto Sin Afier Sin dei Judas Priest, addormentandomi sull'ultimo pezzo. (che se non ricordo male è Dissident Aggressor)
| Note | A cura di Claudio Bacilieri |
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