Spettacoli in Emilia-Romagna

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Finale di Partita secondo Castri

La nuova produzione di Emilia Romagna Teatro debutta con successo a Modena

6 aprile 2010

Cari ascoltatori andiamo per assurdo a Modena dove mettiamo che per assurdo abbia da poco debuttato un assurdo spettacolo molto interessante tratto da un’opera del grande Beckett che per assurdo è il maggior rappresentante del teatro dell’assurdo. Ci siamo concessi un piccolo gioco di parole per introdurre la nuova produzione dello stabile regionale Emilia Romagna Teatro,  un’ottima messa in scena di Finale di partita diretto da Massimo Castri che ha debuttato in prima assoluta a Modena il 30 marzo e che proseguirà le recite al Teatro delle Passioni dal 6 al 10 aprile e dal 13 al 18.

Castri non aveva mai lavorato su testi di Samuel Beckett fino a questo fulminante incontro “La mia scelta è legata a un pensiero semplice - confessa il regista toscano - Quest’anno rileggendo alcuni testi, tra cui Finale di partita, mi sono accorto che Beckett scrive bene come Cechov!”.

A partire dalle associazioni fatte tra il capolavoro teatrale di Beckett e le Tre sorelle di Anton Cechov, messo in scena da Castri un paio di anni fa, il regista ha notato un’interessante somiglianza tra le due opere: “Sono due testi che non hanno grasso - spiega Massimo Castri - la scrittura di Beckett fa il paio con quella di Cechov per la sua essenzialità e sintesi: sono due linguaggi criminali, che non possono essere spinti oltre”. Ne scaturisce allora il desiderio di indagine, tipico di un maestro del calibro di Castri, che decide di “esplorare il linguaggio di Beckett, di cui non mi ero fidato prima” per svelare che “Beckett è una porta privilegiata al Novecento, soprattutto in Finale di partita”.

Ribaltando la più consueta formula “facciamo Cechov come se fosse Beckett”, Massimo Castri dirige Finale di partita al grido di “Facciamo Beckett come fosse Cechov!”.

Alle prese con un testo complesso, significativamente meno rappresentato di “Aspettando Godot”, Castri guida un cast di quattro bravi attori tra cui spicca il bolognese Vittorio Franceschi, già avvezzo ai testi beckettiani (è stato infatti curatore del Beckett-concerto-collage di materiali tratti dall’opera narrativa e poetica dell’autore irlandese) e oggi condirettore della Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone di Bologna.

In scena i protagonisti sono l’anziano Hamm, cieco e condannato a trascorrere i suoi giorni

sulla sedia a rotelle e Clov, il suo servo, dipendenti l’uno dall’altro ma in continuo conflitto. La presenza dei vecchi genitori di Hamm, Nell e Negga, dentro a bidoni dell’immondizia incombe sui due e fuori sembra non esistere più nulla.

Emilia Romagna teatro Fondazione, Teatro di Roma e Teatro Stabile Metastasio della Toscana si sono uniti in questa produzione della piece che Samuel Beckett pubblicò nel 1957 “Finale di partita”, opera in un solo atto scritta prima in francese e poi tradotta come consueto dallo stesso autore in inglese come “Endgame”. Appassionato di scacchi, Beckett mutua dal gioco il titolo dell’opera: a quel momento in cui sulla scacchiera non rimangono che gli ultimi pezzi e i giocatori professionisti si arrendono di fronte all’inevitabile sconfitta.

Il protagonista Hamm, è  paragonabile ad un giocatore dilettante, che non si accorge dell’inesorabile destino.

 

Finale di partita

Teatro delle Passioni, Modena

 dal 6 al 10 aprile e dal 13 al 17 aprile alle ore 21; 11 e 18 aprile alle ore 17

Biglietteria telefonica 059 301880

www.emiliaromagnafondazione.com

NoteA cura di Marina Leonardi
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